Ortografia
Mi rendo conto, quasi con un certo imbarazzo, che in certe circostanze alcuni post possono risultare incomprensibili, oppure contenere errori ortografici e grammaticali, anche se più che “errori” io li chiamerei “espressioni idiomatiche” che sono tipiche della lingua spagnola e, senza rendermi conto, le inserisco in un contesto di lingua italiana.
Ho aperto questo blog con l’ intenzione di imparare a scrivere correttamente un idioma che amo, perché l’italiano è bello, elegante e, se scritto correttamente, è una lingua semplice e comprensibile. Senza contare che l’estetica vuole la sua parte e, anche in questo caso, la lingua italiana ha la meglio sulle altre perché è bella da vedere. Tante volte ho sentito dire frasi del tipo “Ma l’italiano e lo spagnolo sono molto simili. Imparare l’italiano è una cavolata”, (e la stessa cosa vale per un italiano che vuole imparare lo spagnolo), invece questo è un mito. L’italiano e lo spagnolo possono avere delle parole simili, uno spagnolo può “capire” o “farsi capire” senza difficoltà dal suo amico italiano, ma se vuole parlare bene è tutta un’altra storia. Non sono in grado di valutare cosa sia più difficile, se imparare lo spagnolo essendo madrelingua italiana o viceversa, ma vi posso garantire che per me l’italiano è bello quanto “misterioso”.
Torniamo al dunque: come stavo tentando di spiegarvi, lo scopo di questo blog è quello di farmi fare pratica con la scrittura anche se scrivere non basta, infatti sono una che legge parecchio. Le mie letture preferite però sono piuttosto “tecniche”, vale a dire che mi dedico molto all’archeologia, alla psicologia, alla antropologia e anche alla mitologia. Penso che non ci sia bisogno di dirlo, ma qualsiasi critica costruttiva, consigli e suggerimenti per poter scrivere come si deve è benvenuta!
Ah! Dimenticavo quasi! I miei progressi sono seriamente ostacolati dalla massa di ignoranti che abitano nelle immediate vicinanze, i quali parlano come un libro strappato! Eh già, perché non si può nemmeno dire che parlino dialetto, questo si chiama parlare male. Forse sarebbe il caso che anche loro aprissero un blog.
Grazie dell’attenzione.







