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September , 2010
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Il Blog di She Warrior

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Texas Hold’em strategia dei SNG (prima fase)

Posted by She Warrior On April - 12 - 2010

Un sito & go è giocato da sei, nove o dieci giocatori, con un buy in fisso (per i principianti è consigliabile 0,50-5,00 euro) e senza re-buy. In un tipico SNG a nove giocatori i premi sono suddivisi in questo modo: 1° posto 50% del montepremi, 2° posto 30% del montepremi, 3° posto 20% del montepremi.

In linee generali, la strategia di base dovrebbe essere la seguente: all’inizio si gioca tight e con prudenza e quando i blind aumentano e gli stack diventano proporzionalmente più piccoli si assume un atteggiamento sempre più loose e soprattutto si gioca in modo sempre più aggressivo.

Per quanto mi riguarda i primi due livelli mi dedico quasi esclusivamente a prendere appunti sui giocatori e ad analizzare le mani precedenti con gli strumenti che PokerStars mi mette a disposizione. Può sembrare un’operazione noiosa, e talvolta infatti lo è, ma nella fase centrale per me è fondamentale conoscere il quanto più possibile i miei avversari, ciò mi fa giocare più tranquilla anche quando tento il bluff. All’inizio, quando avevo appena iniziato a giocare, diventavo piuttosto nervosa vedendo che lo stack di alcuni avversari aumentava a causa di qualche all-in, oppure a causa di puntate piuttosto azzardate, ma adesso me ne infischio perché so che nella maggior parte dei casi queste persone durano poco, oppure saranno proprio loro a darmi le chips di cui ho bisogno nei prossimi livelli.

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Vantaggi è svantaggi di un gioco aggressivo

I vantaggi sono che con mani molto buone spesso si giocano piatti più consistenti e quindi si ottiene il massimo profitto, inoltre, giocando in modo aggressivo si può anche vincere con combinazioni perdenti rispetto a mani decisamente migliori. In questo modo si raggiunge la zona premi con molte chips.

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Gli svantaggi invece consistono nella riduzione del numero di piazzamenti. Capiterà spesso di perdere tutte le proprie chips nella fase intermedia e avanzata, per l’esattezza prima di raggiungere la zona premi. Però con gli stack di chips più consistenti con cui si arriva alla zona premi si otterrà più spesso un primo o un secondo posto, il che si traduce in un maggior guadagno.

Molti giocatori hanno difficoltà a passare nel momento decisivo dal loro usuale approccio tight a un approccio necessariamente più loose o aggressivo, ma è proprio questo il segreto del successo nei SNG.

I SNG sono adatti per le persone in grado di giostrarsi fra stili di gioco differenti, adottando un unico stile di gioco sarà infatti difficile piazzarsi ai primi posti sul lungo periodo.

Un altro svantaggio è dato dal fatto che dopo una mano sfortunata, e magari dopo una conseguente riduzione dello stack, non si ha la possibilità di acquistare ulteriori chips e di recuperare con un solido gioco tight. Se nel SNG si gioca shortstack bisogna assumersi un rischio maggiore proprio in considerazione dei blind che aumentano di continuo.

Inoltre, i giocatori molto tight ad un certo punto finiscono sotto pressione a causa dei blind e sono quindi obbligati ad abbandonare il loro stile, alcuni con una certa sofferenza e giocando sotto pressione. All’inizio, nelle prime partire che giocavo a febbraio, era proprio questo il mio timore: “se non mi arrivano le carte giuste come faccio?”, spesso andavo in tilt e giocavo in maniera irrazionale. Invece adesso, proprio perché credo nelle mie capacità, gioco molto rilassata e, a differenza di prima, tengo molto conto della posizione in modo da poter essere loose, ad esempio, quando mi trovo sul bottone.

Nei SNG i successi si ottengono prima che nei MTT (multi table tournament), ad esempio, su un SNG di dieci giocatori nel 33% dei casi si ottiene un premio in denaro, mentre nel MTT questa percentuale scende al 10%.

Prima fase del SNG nel dettaglio

Uno dei fattori di successo in un gioco con i blind bassi è la giusta scelta delle mani da giocare. Inizialmente si gioca con un atteggiamento molto tight e cauto, in linee generali sarebbe meglio limitarsi a:

mani premium: QQ, KK, AA

coppie alte: 99, TT, JJ

high card: AK, AQ

Personalmente, salvo rare eccezioni, non gioco le coppie alte perché, come ho già detto, preferisco prendere appunti e osservare bene il tavolo e per fare ciò devo evitare certe distrazioni.

Ci sono anche certe situazioni di gioco in cui anche mani speculative possono essere giocate in modo proficuo. Mani che necessitano di molto aiuto da parte del board sono: le coppie basse da 2 a 8 e i suited connectors fino a KQ. Queste mani andrebbero giocate unicamente in posizione late e con piatti non rilanciati.

Il blind steal, invece, non è consigliabile ai primi livelli in quanto il gioco non vale la candela.

Se giochi, gioca aggressivo!

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L’approccio giusto quando si entra nel gioco è solitamente l’approccio aggressivo. Il vantaggio di questo metodo sta nel fatto che con i bet o i raise si può vincere il piatto immediatamente. Con tutte le mani premium (QQ, KK, AA) si dovrebbe essere pronti in all-in già prima del flop se qualcuno ci chiama. Queste mani andrebbero quindi giocate in raise o reraise senza limiti prima del flop.

Coppie come TT o JJ potrebbero essere mani difficili ma andrebbero comunque giocate in maniera aggressiva ma a fronte di raise o reraise si può tranquillamente passare.

Valore del raise

Per calcolare l’ammontare del raise prima del flop si dovrebbe seguire a grandi linee la regola dei 4 BB più limper (io ne faccio 3). Il reraise invece dovrebbe essere 3 volte il raise originario.

In generale, il valore del raise dovrebbe rimanere uguale a prescindere dal fatto di giocare con AA in posizione early oppure con KT come blindsteal sul buttom, questo per evitare che avversari abili leggano il nostro gioco troppo in fretta. Infatti, quando osservo i giocatori con cui condivido il tavolo, specialmente se mi trovo su un tavolo con un buy-in di 0,50-3,00 euro, noto che molti giocatori puntano a seconda della propria mano, in questo caso è molto facile per me capire se Mario a in mano un A, un progetto o una coppia media. Per esempio se un tavolo con blind 10/20 c’è gente che fa un open raise di 250 euro sono sicura che ha una monster e quindi foldo tranquillamente la mia coppia di 10.

Gioco post flop

Dopo aver stabilito quali mani giocare prima del flop, sarà meglio chiarire un paio di punti che influenzano fortemente il gioco dopo il flop:

-forza della propria mano

 -top pair (top kicker, weak fiche, no kicher)

 -draw forte (draw straight flush, pair/draw, draw semplice)

 -made hand forte (top two pair, set, straight, flush, full house)

La domanda da porsi in questo caso è: ho una mano abbastanza forte per giocare un piatto consistente dato un determinato flop? Oppure è meglio mantenere il piatto basso perché il board è troppo rischioso per la mia mano?

La composizione del board dovrebbe darci le seguenti risposte:

1.una made hand va protetta dai draw?

2.abbiamo un (buon) draw che possiamo giocare in modo aggressivo con un semi bluff?

3.il board ha carte abbastanza buone da rendere credibile un bluff?

Ma anche la posizione è molto importante

1.la mia posizione è sfruttabile per un buon semi bluff o per un bluff puro?

2.sfrutto la mia posizione per attirare nel piatto quanto più denaro possibile per guadagnare il massimo con la mia mano favorevole?

A seconda degli avversari che abbiamo di fronte ci dobbiamo chiedere?

1.l’avversario è passivo e preferisce chiamare anziché puntare? E’ un avversario che rilancia solo se ha una mano forte?

2.si tratta invece di un giocatore aggressivo che prende l’iniziativa tentando dei semi bluff e arrivando a rilanciare pur non avendo una mano particolarmente forte?

Ammontare dei bet

1.dopo il flop devo continuare a giocare oppure no?

2.quanto devo puntare?

3.devo rilanciare un bet dell’avversario?

4.quanto devo rilanciare?

Risposta a un raise

1.come rispondo a un chek-raise o a un raise fatto prima di me?

2.devo chiamare un raise?

3.devo andare in reraise?

Concetti fondamentali

Continuation bet

Vediamo il flop soltanto una volta su tre, ma anche per i nostri avversari va così. Bisogna quindi sfruttare la propria posizione di aggressore preflop e generalmente lo si fa con una contibet. Sono rari i casi in cui bisogna rinnunciare e uno dei fattori decisivi per prendere una decisione è la propria posizione.

In posizione

Contro uno o due avversari la contibet sarebbe fattibile nel 90% dei casi. A fare eccezione sarebbe in questo caso un board che offre molte possibilità di chiusura di combinazioni rispetto alle quali non abbiamo nessuna combinazione in cui…

…non vediamo alcuna possibilità di migliorare

…dobbiamo sfidare un giocatore che in tutte le mani possibili chiama una bet e non abbiamo nessuna fold equità

Fuori posizione

Andrebbe analizzata attentamente la composizione del board. Anche gli avversari conoscono infatti il concetto della contibet, il che significa che sfrutteranno spesso la loro posizione e ci rilanceranno o chiameranno più spesso di quanto farebbero senza posizione.

I board sfavorevoli per una contibet sono quelli con flush e straightdraw e i flop con carte alte.

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Valore della continuation bet

Dovrebbe dipendere sempre dalla struttura del board e non dalla forza della propria mano. Questo valore dovrebbe essere compreso fra 2/3 e i 3/4 del piatto. Più rischioso è il board più alta deve essere la puntata. Inoltre, ricordiamo che puntando l’intero piatto abbiamo il 50% di probabilità di trovare il fold del nostro avversario.

Nota: se è la prima volta che capiti in questo blog leggi qui

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Il mio vero nome è Lucia, ho 23 anni e sono appassionata di storia antica, fantasy e mitologia, ma anche di natura e sport. Attualmente abito in Toscana insieme al mio fidanzato, alla mia cagnolina Tanaquilla e al Nano da Giardino (che mi da il tormento ogni volta che può). Sono 1/3 italiana, 1/3 spagnola e 1/3 culomondista (per motivi di privacy non voglio dire il nome della nazione). Tutti i commenti sono benvenuti, specialmente quelli che segnalano errori ortografici! Attualmente il blog è bilingue (italiano-spagnolo) ma molto presto saranno aggiunti nuovi post in inglese.

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