Texas Hold’em:il gioco al river
Eccomi qui con l’ultimo dei riassunti delle fasi di una mano di Texas Hold’em, per leggere gli altri articoli sul Poker Texano, e non solo, potete consultare l’indice dei post qui.
Il river è la quinta e ultima carta comune del gioco e per giocare in questa fase occorre avere la massima attenzione. Capita spesso che molti giocatori si sentano in uno stato di relax quando sul board vedono scendere l’ultima carta, perché la mano è quasi terminata e la concentrazione diminuisce, diciamo che a livello mentale molti giocatori vedono nella fine della mano, la fine dell’intera partita. Naturalmente, un giocatore vincente non deve comportarsi in questo modo perché il river è considerato il giro di scommesse più importante, vediamo perché:
Se non hai trovato quello che cercavi trovalo con Google!
-non ci sono più progetti, ora abbiamo solo made hand e mani trash.
-spesso si arriva al river con un piatto grande
-abbiamo più informazioni che in qualsiasi altro momento della partita
-con il river conosciamo esattamente il valore della nostra mano
-possiamo valutare la situazione considerando l’interno sviluppo del gioco
Come dobbiamo comportarci?
-value bet: quando siamo convinti di avere la mano migliore faremo una value bet per aumentare il valore del piatto. La cifra ideale sarebbe il massimo che il nostro avversario è disposto a chiamare perché, logicamente, noi vogliamo che lui ci chiami. La situazione invece si complica se abbiamo una made hand che potrebbe non essere la migliore e la decisione da prendere dipende molto dall’avversario, dal board e da come si è svolta l’interna mano iniziando dal preflop. Dobbiamo capire il più velocemente possibile (se stiamo giocando on line) quanti mani siamo in grado di battere e se sia meglio una puntata o terminare la partita con un check (o check/call nel caso il nostro avversario punti). Se comunque decidiamo di puntare, dobbiamo inoltre domandarci se la dimensione del nostro stack è sufficiente per non essere pot commited, se la risposta è negativa, e vogliamo puntare, giochiamo la nostra mano come se fosse il nuts, vale a dire che andiamo in all-in.
-block bet: questo tipo di puntata si applica quando non siamo sicuri di avere la mano migliore ma vogliamo comunque vedere lo show down senza pagare troppo (in posizione ciò è possibile con un check). Questo tipo di puntata è particolarmente efficace contro giocatori inesperti, invece quelli che hanno una certa esperienza riescono subito a capire il nostro gioco e spesso rilanciano, pur non avendo una mano forte, per costringerci a passare. Il valore della block bet deve essere di circa 1/3 del piatto.
-bluffare: è altrettanto importante variare il proprio gioco per far si che gli avversari non possano capire facilmente quali carte abbiamo in mano, quindi, un bluff ogni tanto non è sbagliato. Non dobbiamo però abusare di questa tecnica al river perché in questa fase della mano il piatto è di solito molto consistente e i giocatori con mani fatte potrebbero non abbandonare la mano. Ad ogni modo, il bluff dovrebbe essere giocato esclusivamente con mani trash perché un bluff con mani medie presenta due svantaggi: potremmo vincere più chips tramite il reale valore della nostra mano e con un gioco passivo se al tavolo si sono giocatori aggressivi con mani peggiori; inoltre, corriamo il rischio che l’avversario faccia a sua volta un bluff e contro rilanci, costringendoci a passare la nostra mano vincente. Se invece bluffiamo solo con mani trash ci facilitiamo la vita in quanto possiamo vincere il piatto se l’avversario passa, oppure uscire tranquillamente dalla mano di fronte a un rilancio. Come in tutti i giri di scommesse, anche al river per bluffare ci sono diversi criteri:
-quando facciamo un bluff giochiamo esattamente come se avessimo una mano forte.
-dobbiamo far sembrare di avere un ottimo punto, quindi non vale la pena bluffare se le carte del board non formano una combinazione pericolosa.
-non facciamo mai un bluff contro una calling station.
-se fino al river abbiamo giocato in maniera aggressiva ma non abbiamo completato il nostro progetto si potrebbe tentare il bluff perché forse neanche il nostro avversario ha legato.
-possiamo tentate un bluff se gli avversari si sono mostrati deboli nei giri di scommesse precedenti
-è meglio non bluffare quando un avversario ha mostrato forza
-le scare cards sono di grande aiuto per un bluff
-chiamare (call): al river chiamiamo una puntata solo se abbiamo una mano medio-forte. Siccome non sappiamo se la nostra mano sarà in grado di vincere allo show down dovremmo evitare di rilanciare, quindi la cosa giusta da fare è chiamare o foldare.
Al river il nostro compito è quello di capire le mani dei nostri avversari e per fare ciò dobbiamo porci alcune domande
-il nostro avversario ha giocato con un progetto fino al river? Se noi abbiamo puntato e lui si è limitato a chiamare è probabile che avesse un progetto, quindi, se il river completa un draw e l’avversario punta è meglio passare, viceversa se la carta è un rag (non completa nessun progetto) l’azione migliore è quella di chiamare.
-l’avversario sta rappresentando una mano forte? Se un giocatore punta in tutti i giri di scommesse nella maggior parte dei casi significa che ha una mano forte. Se invece in precedenza aveva dato segni di debolezza e al river punta in maniera inattesa probabilmente sta facendo un bluff anche se per determinarlo con certezza bisogna prestare attenzione alle carte del board e considerare il tipo di avversario.
-abbiamo provocato un bluff? Se la nostra strategia al turn era un check-behind per spingere l’avversario a fare un bluff al river di norma chiamiamo sempre alle sue puntate.
-l’avversario ha puntato al turn? Come abbiamo detto in precedenza, gran parte degli avversari già prima del river tenta di aumentare il piatto se ha una mano forte, quindi, un gioco aggressivo anche al turn è segno di una mano vincente.
-è possibile capire la forza dell’avversario? L’ entità della puntata è spesso un buon indicatore della sua forza o debolezza. Molto giocatori non esperti, tendono a variare il valore della puntata a seconda della forza della propria mano.
Giocare il river in posizione
-bet-raise: se giochiamo in posizione è inoltre abbiamo una made hand dobbiamo cercare di vincere il maggior numero possibile di chips e per fare ciò dobbiamo puntare o rilanciare. Si, ma quanto si punta al river?
Ci sono 5 punti in base ai quali decidiamo la quantità adeguata da puntare:
1-la forza della nostra mano
2-l’entità del piatto
3-l’entità dello stack
4-lo sviluppo della mano
5-le letture degli avversari
La forza della nostra mano
Sebbene questo punto contraddica il principio che il valore della puntata debba essere indipendente dalla forza della propria mano, al river possiamo fare un’eccezione. Quanto più forte è la nostra mano, tanto maggiori saranno le nostre puntate al river. In casi particolari, ad esempio con una mano nut, possiamo anche andare in all-in, questa mossa può rivelarsi molti utile in quanto numerosi avversari possono pensare che stiamo bluffando e quelli che hanno già messo troppe chips nel piatto sicuramente vorranno vedere.
Anche quando si prepara un bluff occorre riflettere sull’entità della puntata, la quale dovrebbe sempre corrispondere alla mano che stiamo tentando di rappresentare.
La entità del piatto e l’entità dello stack
Sono i fattori più importanti tra quelli della lista, in base al loro valore decidiamo se puntare una parte del piatto o se l’unica opzione che ci rimane è quella dell’all-in. Se il piatto è grande rispetto alla dimensione dello stack sarà preferibile andare in all-in.
Lo sviluppo della mano e le letture degli avversari
Se abbiamo il nuts, proprio quando pensiamo che l’avversario ha un punto forte, dobbiamo senz’altro puntare molto, tanto lui vedrà sicuramente.
-call: è opportuno semplicemente chiamare quando abbiamo un punto medio e pensiamo che il nostro avversario stia facendo un bluff o che abbia una mano più debole della nostra.
-check behind-fold: si tratta di fare check in posizione e passare se qualcuno punta. Questa mossa si applica con tutte le mani che non hanno possibilità di vincere allo show down e spesso anche con made hand deboli. Possiamo sapere quando è meglio passare rispondendo a queste domande:
1-il river può aver completato dei progetti?
2-dal comportamento dell’avversario si può dedurre che ha una mano forte?
3-ci sono motivi o indizi per pensare che il mio avversario sta bluffando?
4-l’avversario ha puntato al turn?
Giocare il river senza posizione
-puntare-passare (bet-fold): con made hand marginali giochiamo bet fold, vale a dire che facciamo una block bet per poter arrivare allo show down in modo economico ma passiamo di fronte a un rilancio. Come sempre fanno eccezioni particolari letture dell’avversario.
-puntare-contro rilanciare (bet-reraise): a differenza delle made hand marginali, giochiamo bet-reraise il nuts o le mani che nella maggior parte dei casi sono molto superiori a quelle degli avversari. Un nostro nuovo rilancio deve essere un all-in.
-puntare-chiamare (bet-call): questa strategia si usa in pochissime occasioni, di solito siamo così forti da puntare o rilanciare o cos’ deboli da fare check o una block bet. Tuttavia, in funzione all’avversario che abbiamo di fronte, e per variare il nostro gioco, possiamo qualche volta giocare bet-call (puntare se non ci sono stati rilanci o chiamare se qualcuno ha già puntato). Ci sono però dei limiti per le mani con cui possiamo seguire questa strategia: siamo seduti fuori posizione o abbiamo puntato e il nostro avversario rilancia, quindi possiamo chiamare con pochissime mani (ad eccezione che il nostro avversario sia un maniac). Nelle mani dove non c’è stata molta azione e il piatto al river è ancora molto basso raramente si dovrebbe chiamare un rilancio.
-fare check-passare (check-fold): al river tutte le mani trash si giocano facendo check o passando, anche le made hand marginali in molti casi si dovrebbero giocare così (ad eccezione di credere che l’avversario stia facendo un bluff).
-fare check-rilanciare (check-raise): al river si fa molto raramente perché se abbiamo una mano forte vogliamo vincere il più possibile, quindi, puntiamo per evitare che la mano termini senza ulteriori puntate. Con le mani deboli il check-raise non è efficace come bluff perché una mossa di questo genere al river è molto sospetta, in quanto con mani forti avremmo puntato in precedenza.
-fare check-chiamare (check-call): come regola, senza posizione giochiamo le mani buone, passiamo quelle meno buone e faciamo una block bet con quelle medie. Il problema è che contro giocatori più esperti alla lunga questo metodo diventa evidente. Per questa ragione, con made hand marginali dobbiamo utilizzare con una certa frequenza la strategia check-call, cioè fare check per poi chiamare un’eventuale puntata.
Nota: se è la prima volta che capiti in questo blog leggi qui







Bruno Says:
C’è un servizio sul corrierone con tanto di video
http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Prima_generazione&vxClipId=2524_1bbdff62-3f27-11df-adcc-00144f02aabe&vxBitrate=300
ma non spiegano una cosa: se ‘sti ragazzotti dicono di guadagnare così tanto con il poker, chi è che perde per farli guadagnare?
Perché a vedere il video sembra che non perda mai nessuno…
Posted on April 7th, 2010 at 01:01
She Warrior Says:
Ciao Bruno, mi dispiace che i tuoi commenti non escano subito, io non applico nessun filtro, segnalo solo gli indirizzi ip spam ma non so perché i tuoi non escono immediatamente.
Infatti il Texas Hold’em è molto in voga ultimamente, ci sono nuovo sponsor come ad esempio Totti (ma tu lo vedi giocando a un gioco di matematica e psicologia? Io no), la Melita ed altri.
Guarda, ho proprio finito un torneo adesso (infatti vado a dormire), oggi sono uscita 110/513 e ieri, sempre nello stesso torneo, sono arrivata 10/479 (per un errore imperdonabile non sono arrivata al tavolo finale, ancora mi rode).
Il Texas Hold’em è innanzitutto disciplina e non è per tutti. Cioè, le regole sono facili ma non è facile giocare. Ovviamente non è vero quello che si dice in giro (cioè che è facile), è soltanto pubblicità, ma è vero che si può imparare. Nella mia piccola esperienza ti posso dire che quando mi dedicavo circa 10 ore al giorno (fra la teoria e la pratica) i miei 20-30 euro al giorno li guadagnavo e considerando che sono agli inizi è un ottimo risultato.
Funziona così: di solito i ragazzi (i grinder) giocano su diversi tavoli contemporaneamente (io no perché così non impari un cazzo), la media è di 4-5 tavoli per quello che ho visto. Giocando una partita di 3 euro, come quelle che gioco io (con 9 persone) se arrivi primo guadagni 12 euro (meno 3 di investimento sono 9), se arrivi secondo ne guadagni circa 5 euro puliti e se arrivi terzo circa 1 euro. Una persona che gioca su più tavoli ha più probabilità di guadagnare in un ora (di solito i sit & go, così vengono chiamati quelli veloci, durano circa 45 minuti). Quindi, alla fine della giornata quelli che multitablano anche giocando discretamente possono guadagnare tipo 30 euro/giorno, infatti, mi sono fatta due conti e alla fine io guadagnavo lo stesso ma giocando su un solo tavolo (e imparando perché io gioco per quello).
Ma in realtà per imparare devi fare i tornei (secondo me), quindi ho lasciato i sit & go anche perché alla lunga, fra teoria e pratica, se così stressato che non rendi.
Quanto più investi più guadagni e ti dico sinceramente che ho trovato lo stesso livello di giocatori sia nelle partire di 0,50 sia in quelle da 20, non cambia nulla. Quindi è vero che si guadagna ma non è così facile come lo vogliono far credere anche perché, come ti ho detto, i fattori psicologici giocano un ruolo fondamentale. Sei stanco? Perdi di sicuro (cala la concentrazione), sei triste? La stessa cosa. In più se investi più soldi di quello che puoi permetterti giochi sotto pressione e perdi ancora.
Il Texas Hold’em va presso con le pinzette, bisogna studiare, studiare, studiare.
Ups! Su mtv c’è proprio adesso un programma che parla di questo! Vediamo che dicono…
Posted on April 8th, 2010 at 23:37
She Warrior Says:
Dimenticavo: i soldi per la vincita te lo danno quelli che perdono, quelli che pensano che il texas Hold’em sia solo fortuna, che poi sono gli stessi che trovi tutte le mattine al tabaccaio e spendono 50 euro nei gratta & vinci :-O
Posted on April 8th, 2010 at 23:43
Bruno Says:
Per quanto riguarda il blocco degli IP: Fastweb ti fa condividere lo stesso IP con altri, perciò magari sono bloccato per questo (ma non sempre, boh, non so come funziona)
Per quanto riguarda il gioco: butto via qualche euro a settimana nel superenalotto, e non credo che farò ulteriori investimenti.
Comunque quelli del filmato mi sembravano come i pescatori, o quelli che giocano in borsa e poi la sparano grossa nei forum…
Sempre ingigantire i risultati, mai ammettere quando va male.
A vedere come ci sia gente giovane che fa questo come “lavoro” mi viene da sperare che riaprano le miniere del Sulcis…
Posted on April 12th, 2010 at 00:32
She Warrior Says:
Hahahaha e cosa sono quelle miniere? Mai sentito!
Ad ogni modo, anche se io certamente non lo faccio per lavoro, non vedo niente di sbagliato, semper meglio di crepare in fabbrica o dentro un negozio alla moda (tanto con l’impegno ci guadagni di più).
Comunque, bisogna ammettere quando va male, ma sai è troppo bello (va di moda) dire che uno lo fa come lavoro e che vince sempre, ma la realtà è ben diversa.
Posted on April 12th, 2010 at 13:20
Bruno Says:
Le miniere del Sulcis sono state l’ultimo luogo (in Italia) dove si estraeva il carbone. Quanto al mio augurio di stampo sovietico, che i giocatori vengano incoraggiati (a forza) a imparare il delicato lavoro del minatore, semplicemente vuol dire che sono diventato sorpassato e troppo all’antica.
Ormai lavorare non è un valore, è una rottura di…
Posted on April 12th, 2010 at 23:54