Texas Hold’em: tipi di giocatori e strategie
Il tipo di giocatore, vale a dire il modo in cui una persona seleziona una mano, definisce il giocatore tight o loose. I primi selezionano soltanto le mani premium, con cui possono prendere decisioni relativamente facili nei giri successivi, i secondi invece, sono pronti a giocare un numero di mani maggiore con le quali però spesso si troveranno in situazioni difficili. Ad ogni modo, nessuno è meglio dell’altro, entrambi tipi di giocatori sono validi perché, come vedremo in seguito, quel che definisce la bravura è il giusto livello di aggressività, ma andiamo avanti coi tight e i loose e vediamo come riconoscerli.
In linee generali, se un giocatore gioca da una a due mani per giro (tavolo full ring) è tight, invece se gioca cinque o più mani è loose, invece quelli che giocano da tre a quattro mani dovrebbero essere osservati più a lungo. Ovviamente, un solo giro non basta per definire il giocatore, ma ci si può fare una prima impressione, inoltre, la sua tendenza va adeguata ai nuovi sviluppi.
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Un’altra qualità importante di un giocatore è il suo livello di aggressività. Un giocatore che rilancia o folda continuamente viene valutato come aggressivo, cioè, se decide di rimanere in gioco punta (aggredisce), altrimenti se ne va, invece, uno che rilancia di rado e generalmente chiama (cioè accetta le puntate degli altri) o folda è considerato passivo. Il coefficiente di aggressione, da adesso in poi CA, si calcola contando il numero di chiamate e il numero di rilanci e delle puntate che il giocatore intraprende in un giro completo e dividendo il numero di rilanci/puntate per il numero delle chiamate. Se il numero di rilanci prevale almeno per il doppio, il giocatore è aggressivo, invece con un CA minore di uno è definito passivo.
Inoltre, le due grandi categorie di aggressivo e passivo possono essere suddivise in altre categorie, a seconda che il giocatore sia tight o loose, in questo modo si riesce ad avere un profilo ancora meglio definito.
1-Calling station: sono giocatori loose, vale a dire che giocano molte mani, e che di solito chiamano passivamente, cioè accettano le puntate fatte dagli altri giocatori senza rilanciare. Una calling station è un giocatore debole che, per una comprensione errata del gioco, rimane in gara fino allo show down in molte mani. Sarebbe un errore tentare di bluffare contro uno di loro, invece, se abbiamo una mano buona dobbiamo esigere un prezzo elevato.
2-Tight-passive-weak (TPW): come tutti i tight gioca poche mani, ma ha la tendenza a giocarle in maniera debole anche se queste sono forti. Un TPW chiama piuttosto che puntare o rilanciare. Questi giocatori sono deboli perché non soltanto sono prevedibili per quanto riguarda la scelta delle loro mani (premium), ma le giocano in maniera così riservata che gli avversari non considerano necessario foldare la propria mano. Contro i TPW le mani con potenziali progetti possono essere giocate molto bene perché avremo la possibilità di vedere il turn e il river forse in maniera gratuita.
3-Tight aggressive (TAG): sceglie le sue mani iniziali e le gioca con aggressività, quindi sono giocatori forti e se non vengono subito individuati anche pericolosi perché difendono con tenacia le loro mani (di solito ottime mani). Si dovrebbe evitare di giocate contro un TAG con mani weak- kicker come A9 o KT (e a seconda della posizione anche con AJ o KQ) perché queste tendono ad essere dominate.
4-Loose aggressive (LAG): come abbiamo già visto, i loose hanno una maggiore gamma di mani iniziali rispetto ai tag, i loose aggressive giocano queste mani con aggressività di solito rilanciando fin dal preflop, ma questo modo di giocare risulta spesso imprevedibile. I LAG vincono ogni tanto piatti molti grandi poiché a causa delle loro immagine loose possono avere le monster hands ben nascoste. Anche se la maggior parte dei LAG sono deboli, ci sono giocatori che, dovuto alla loro bravura, praticano bene questo stile di gioco perché sono in grado di valutare gli avversari e la propria posizione nel tavolo. Contro questo tipo di giocatore le mani forti dovrebbero essere giocate in modo aggressivo, ma attenzione che un LAG potrebbe invitarvi all all-in.
5-Maniac: sono giocatori loose super-aggressivi, che sono in tilt oppure hanno compreso il gioco in maniera errata. I maniac rilanciano e vanno in all-in in continuazione e sono giocatori molto pericolosi, comunque, se sappiamo giocarli bene, possono farci aumentare il piatto di molte chips! Basta attendere il momento giusto per incastarli.
Strategie da adottare a seconda del tipo di giocatore
1-Blind steal: consiste niente di meno che nel furto dei buio e devo ammettere che molte volte certi giocatori che credono di essere furbi mettono in pratica questa strategia su di me (si vede che al tavolo ho un’immagine debole) ma, alla lunga, io ho sempre la meglio perchè chiamano così tante volte che alla fine ci vado! (con carte ottime, ovvimente) e la mia soddisfazione quando li mando a casa è cos’ grande che non posso evitare di fare qualche commento nella chat :-) comunque adesso vediamo meglio di cosa si tratta: viene intrapreso soprattutto da una posizione posteriore, ad esempio dal buttom o da cut off, è però importante che i giocatori prima di noi abbiano già foldato, anche se quel che conta davvero sono i tipi di giocatori che siedono ai blind, perché è loro il denaro che stiamo tentando di rubare, di conseguenza questi devono avere tendenze tight. Il furto del blind consiste in fare una puntata più o meno alta per fare in modo che i blind si ritirono, ad ogni modo non bisogna abbusarne, altrimenti si finisce male, perchè noi tight non siamo idioti ;-)
2-Bluff play: accanto a i presupposti del bluff che servono per avere successo, come una scarecard o un’immagine tight al tavolo, occorre notare che è meglio bluffare avversari tight perché si ritirano più facilmente. Comunque, bisogna cosiderare che quando uno bluffa deve comportarsi esssattamente come se avesse un’ottima mano, altrimenti si capisce!
3- Flop steal: chiamiamo apposta un giocatore tight fuori dalla posizione per effettuare una puntata al flop.
4-Value bet: funziona meglio contro gli avversari passivi che chiamano e fanno check ed è praticamente necessario effettuare una value bet contro uno passivo. Ricordiamoci però che il presupposto per fare una value bet è quello di avere la mano migliore!
5- Rope-a-dope: questa mi piace molto, lo ammetto! Questo modo mira a far fare al nostro avversario aggressivo le value bet che avremmo dovuto fare noi perché lui si sentirà più sicuro di sé se ci comportiamo in modo passivo, cioè limitandoci a chiamare le sue puntate. Anche in questo caso ricordiamoci che per fare una value bet dobbiamo avere la mano migliore!
6-SM-call: le mani che nella maggior parte dei casi dopo il flop non valgono più nulla, ma hanno tuttavia tra tutte le mani marginali il maggior potenziale per diventare mani ottime, si chiamano sleeping monster, da adesso in poi SM. Un esempio di SM sono le coppie piccole o medie, mani AX suited e suited connectors. Se i giocatori che devono ancora agire, ho sono già zoppicati nel piatto, sono passivi, può convenire giocarle perché ci daranno spesso la possibilità di vedere più del semplice flop senza fare altre puntate qualora questo non abbia portato aiuto.
7-The hammer: anche questa mossa è una delle mie preferite, anche perchè come giocatrice tight ho bisogno di mettere subito in chiaro che non sono una stupida. Consiste nel fare un raise o un reraise insolitamente alto. Con questa strategia si può rispondere agli avversari loose-aggressive che tiranneggiano sul tavolo con frequenti puntate o rilanci. Perché farlo? E’ semplice: perché bisogna subito guadagnarsi il rispetto di queste persone, altrimenti ci daranno il tormento per tutta la partita. The hammer resta nella memoria degli avversari indipendentemente di come vada la mano. L’hammer sarebbe l’equivalente di dire “guarda che se mi chiami non ho paura di venire”, quindi ci penseranno due volte prima di farlo.
Strong vs weak
Come abbiamo appena visto, è poco importante sapere se il giocatore sia tight o loose, mentre è molto importante sapere se sia passivo o aggressivo. La maggior parte dei giocatori forti sono aggressivi, mentre la maggior parte dei deboli sono passivi. Non è però possibile formulare una norma definitiva ma, in generale, i deboli sono più facili di intimidire e talvolta se messi sotto pressione lasciano il piatto con buoni mani finché non hanno una monster hand, quindi, in presenza di giocatori deboli possiamo giocare più mani del solito, viceversa quando ci sono quelli forti (aggressivi) è meglio avere un atteggiamento tight. Ricordiamoci però che se un giocatore debole risponde ai nostri rilanci (oppure rilancia egli stesso) probabilmente ha fra le mani una monster.
La condizione ideale per giocare una buona partita è quella di trovare il modo di essere implicati nelle mani con giocatori deboli in relazione a noi.
Nota: se è la prima volta che capiti su questo blog leggi qui








