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July , 2010
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Il Blog di She Warrior

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Il mio Texas Hold’em

Posted by She Warrior On February - 24 - 2010

Sebbene abbia conosciuto il Texas Hold’em a dicembre, posso dire che ci gioco sul serio soltanto da una settimana (inizio: 17 febbraio 2010). La verità è che dopo aver iniziato a leggere i libretti dei Segreti del Grande Poker, e realizzare di essere migliorata abbastanza, ho giocato soltanto qualche partitina al giorno, tanto per tenermi allenata, il resto del tempo che ho dedicato al Poker è stato per studiare la sua teoria e, sebbene all’inizio ho dedicato circa otto ore al giorno alla lettura, pian piano queste ore iniziarono a diminuire. Insomma, per farla corta, lunedì scorso ho iniziato a fare sul serio: ho un orario stabilito per la lettura e un altro per giocare e mettere in pratica le nozioni apprese e poi, in certi momenti come ad esempio adesso, mi siedo a fare il punto della situazione, vale a dire che rifletto molto sulle partite giocate, sui soldi investiti, su quelli guadagnati (eh si, ho vinto pure, ma stiamo parlando di cifre irrisorie) ma soprattutto sugli errori che, in certe partite, non mi hanno permesso di andare in the money.

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In questo post vorrei condividere con voi gli errori più comuni di una principiante che, oggi come oggi, dedica al Texas Hold’em circa 10 ore al giorno.

Situazione dopo aver imparato nuove tecniche e/o concetti

Dopo avere afferrato dei nuovi concetti, vale a dire dopo averli appresso (che non è la stessa cosa che dopo averli letto), mi succede una cosa molto strana, beh, non proprio immediatamente dopo, bensì il giorno successivo. In poche parole, risulta che il giorno in cui ho appresso un nuovo concetto e/o una nuova strategia di gioco, mettiamo ad esempio “come comportarsi a seconda del costo del blind”, sono un mostro! Dico sul serio. Partecipo ai sit & go di 8-12 persone e arrivo sempre in the money, seguo il mio gioco e non lascio che siano gli altri a dirmi cosa devo fare. Sono tight aggressive e va bene così, quando gioco le mie carte non ho paura di perdere perché non solo gioco quelle buone, ma lo faccio nella maniera giusta contro gli avversari giusti, insomma, il rischio di perdere una mano è ridotto.

Questo mi succede ogni volta che assimilo un nuovo concetto, infatti rimango meravigliata non solo per la velocità con cui riesco a inserire le nuove informazioni nel mio schema mentale, bensì perché le regole funzionano! Ma dal secondo giorno in poi le cose cambiano…

Situazione un giorno dopo aver imparato nuove tecniche e/o concetti

Dopo circa ventiquattro ore dal mio colpo di genio (anche se talvolta sono in verità quarantotto) succede un fatto strano, di cui sto ancora tentando di individuare le cause: torno indietro di uno o più livelli.

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Vediamo di fare un esempio concreto: lunedì scorso ho afferrato perbene il concetto della tabella di Sklansky e ho iniziato a usarla anche se talvolta buttare via un A mi dava noia (comunque questa fase è stata superata). Diciamo che fino a quel momento quella era la mia unica strategia di gioco, non capivo nient’altro e andavo avanti così ma nonostante tutto giocavo abbastanza bene (anche se non arrivavo in the money). Mercoledì invece ho assimilato il concetto di “difendere le carte”, cioè finalmente ho capito che per difendere bisogna rilanciare e portare avanti il proprio gioco, altrimenti è meglio foldare, e con questi due concetti, cioè tabella di Sklansky + difesa della coppia/carte buone sono andata avanti e ho iniziato a piazzarmi in the money (i cambiamenti li ho visto fin dalla prima partita). Quindi, giovedì ho giocato bene (sempre considerando le mie ancora limitate capacità).

Venerdì però è successa una cosa strana: ho iniziato a perdere con delle mani stupide e con avversari incapaci (e non dico che erano incapaci perché ho perso, erano oggettivamente incapaci). A quel punto, quando inizio a perdere una partita dopo l’altra, mi arrabbio e divento irrazionale, le mie giocate sfuggono ad ogni logica: non ho conto delle carte, degli avversari, non difendo bene e divento una cagasotto, questa è la verità. C’è qualcosa che mi sfugge, qualcosa che ho perso e come se le nozioni apprese fossero rimaste dentro il cassetto. Talvolta so di avermi portato indietro (cioè al tavolo da gioco) almeno una delle mie conoscenze, ma le altre due, tre…quattro so bene di averle lasciato da qualche altra parte.

Ma perché? Perché succede tutto questo? Una delle cose che un aspirante giocatore di Poker deve saper fare è l’analisi oggettiva delle partite, sia quelle vinte, sia quelle perse, un aspirante giocatore di Poker deve essere autocritico e non deve mai dare la colpa alla sfortuna, altrimenti è destinato a non progredire.

Quando perdo con avversari discutibili e con carte che andavano foldate subito so di aver giocato male, non c’è niente da dire e questo probabilmente perché sono rimasta nel mio momento di onnipotenza (di cui ho parlato nel post precedente) che però è durato più del previsto (cioè ventiquattro ore!), mi sono montata la testa e ho dato degli idioti a tutti i miei avversari (alcuni lo erano, altri invece no), quindi ho lasciato perdere la scala di Sklansky e ho iniziato a difendere carte indifendibili, insomma ho iniziato a fare di testa mia mancando di umiltà, credo che il problema sia stato questo, poi se ci sono altri meccanismi inconsci in gioco lo ignoro, ma vale la pena continuare ad approfondire.

Come gioco attualmente le partite (quando sono in forma e non faccio cazzate)

Quando non sono invasa dai deliri di onnipotenza (deliri che prima o poi ogni giocatore subisce passivamente) tento di fare un gioco solido, utilizzando con moderazione i concetti che ho assimilato le giornate precedenti, quindi, oggi, 24 febbraio del 2010 la situazione è la seguente:

1-     Mi siedo al tavolo e fino al quarto livello (dopo 30 minuti quando i blind sono di 10 minuti) gioco soltanto le monster hands oppure le coppie alte se sono in posizione e gli avversari che hanno chiamato sono pochi. Niente di più.

2-     Mi dedico all’osservazione degli avversari e prendo appunti sul loro gioco. So che sembra noioso stare lì a prendere appunti mentre gli altri guadagnano chips, ma dal quarto livello in poi questa strategia si rivela molto utile.

3-     Quando arrivo al quarto livello, e quando di solito abbiamo uno o due avversari in meno, inizio a giocare più mani, ma sempre considerando la tabella di Sklansky (soltanto in rarissime occasioni faccio diversamente) e siccome so di aver guadagnato un’immagine tight approfitto del fatto che i giocatori temono quando mi vedono rilanciare, anche se bisogna sempre essere attenti al maniac e ai calling station.

4-     Dal quinto livello in poi, divento ancora più aggressiva quando ho le carte giuste, inoltre, beneficio degli appunti che ho preso durante il livello 1-3 e faccio qualche puntata su misura. Per esempio se so che Pinco ha la mania di chiamare sempre ma si caga sotto se uno punta più di trecento euro, allora, se voglio prendere il piatto subito perché non sono sicura della mia mano, punto trecento. Faccio però attenzione perché se Pinco chiamasse significa che le sue carte sono buone.

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Alcune mie accortezze

1-     Se arrivata al quarto livello ho più o meno la stessa quantità di chips iniziali vuol dire che ho giocato bene: ho chiamato poche mani e ho trasmesso un’immagine solida.

2-     Salvo rare eccezioni (che col tempo diventano ogni giorno più rare) non faccio mai l’all in nel 1-3 livello e, siccome sono una che ha il vizietto di cedere alle provocazioni, conto fino a dieci e mi domano: “Lucia, vorresti uscire davvero?” perché pur avendo carte ottime la possibilità di uscita è sempre in agguato, inoltre, dobbiamo considerare che il pot non vale la candela!!

3-     Se per caso all’inizio mi è andata bene con una monster hand e sono diventata chip leader faccio ancora più attenzione alle mani che gioco anche perché preferisco che gli avversari si elimino fra loro. So che questa è una tecnica vigliacca, ma per una che è alle prime armi per me va bene, certamente non è qualcosa di cui andare fieri o da portare avanti man mano che si progredisce nella comprensione del gioco!

4-     Quando gioco contro avversari tight e ho una mano buona faccio lo slow play, poi punto due bui per poter strapparli qualcosa, ma ricordando sempre i rischi dello slowplay

5-     Quando gioco contro avversari loose e ho la mano migliore provo a rilanciare perché so che il contro-rilancio è nella loro struttura mentale, quindi avrò la possibilità di guadagnare più chips, ma sempre facendo attenzione perché questa gente se provocata va subito in all-in.

6-     Non applico mai concetti/trucchi che, pur conoscendo, ancora con ho assimilato.

7-     Gioco quasi esclusivamente i sit & go di 0,50-2,00 euro, non di più anche se ho notato che su quelli da 3,00-5,00 il livello dei giocatori è più o meno lo stesso.

8-     Sebbene il mio obiettivo sia grindare su più tavoli per adesso gioco solo su un tavolo alla volta.

Nota: se è la prima volta che capiti in questo blog leggi qui

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2 Responses

  1. Cicero Says:

    Cavolo ma come fai a sapere già tutte queste cose se come dici ci giochi da Dicembre? Comunbque complimenti

    Posted on March 13th, 2010 at 11:30

  2. She Warrior Says:

    Guarda, la tua domanda mi riempi di gioia perchè allora è come immaginavo io: sono molto disciplinata (non brava, disciplinata). Per la cronaca, ho conosciuto il Texas Hold’em a dicembre, ma ho iniziato a studiare il 14 febbraio 2010 dedicandogli circa 10 ore al giorno fra teoria e pratica…e ancora non hai letto i nuovi riassunti!! :-) magari li inserisco fra un paio d’ore. Grazie della tua visita e della tua energia positiva!

    Posted on March 13th, 2010 at 12:07

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Il mio vero nome è Lucia, ho 23 anni e sono appassionata di storia antica, fantasy e mitologia, ma anche di natura e sport. Attualmente abito in Toscana insieme al mio fidanzato, alla mia cagnolina Tanaquilla e al Nano da Giardino (che mi da il tormento ogni volta che può). Sono 1/3 italiana, 1/3 spagnola e 1/3 culomondista (per motivi di privacy non voglio dire il nome della nazione). Tutti i commenti sono benvenuti, specialmente quelli che segnalano errori ortografici! Attualmente il blog è bilingue (italiano-spagnolo) ma molto presto saranno aggiunti nuovi post in inglese.

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