29
July , 2010
Thursday

Il Blog di She Warrior

cinema, fantasy, libri, storia, luoghi e vita quotidiana…

Il Culo del Mondo vs Italia

Posted by She Warrior On March - 2 - 2010

Faccio una premessa perché so che questo post potrà risultare offensivo per molti, in più se si crede che a scriverlo sia stata una straniera. Io sono italiana, sono nata qui e vi dico pure dove: a Torino, va bene? Quindi, ho tutto il diritto di criticare, sputare e cagare sopra la bandiera italiana come qualsiasi altra persona, il fatto che sia cresciuta all’estero non diminuisce di certo la mia cittadinanza, poi, se io mi sento più di là che di qua è un’altra storia, anche se a dire il vero non mi sento da nessuna parte perchè, anche se non è l’argomento di questo post,  il Culo del Mondo fa schifo in tanti aspetti. Chiaro? Il primo che mi venga a dire “se non ti piace perchè non te ne vai?” avrà la risposta che si merita per ignorante e pupazzo.

 Mi ha appena telefonato una cara amica e “compatriota”, dicendomi che aveva dato l’indirizzo del mio blog a una persona che era “innamorata” del Culo del Mondo (ovvero il luogo dove sono cresciuta). A dire il vero Veronica era un po’ preoccupata (“ti dispiace?”, mi disse poco fa), perché sa bene che non voglio dire qual è la nazione in questione, non perché mi vergogni o rinneghi qualcosa, bensì perché vorrei mantenere l’anonimato, cioè di Lucia che vivono in Toscana ce ne saranno tante, culomondiste e che li piace il fantasy forse un po’ di meno. Comunque non fa niente Verò, mi hai fatto venire in mente bellissimi ricordi e un po’ di sana nostalgia (quel tanto che basta per non dimenticare chi sono).

Se non hai trovato quello che cercavi trovalo con Google!

So bene che nulla avviene a caso, e a dire il vero sono alcuni giorni che ho voglia di scrivere qualcosa sul Culo del Mondo, perché da un po’ di tempo mi sento sola, mi sento un’aliena fra tutta questa gente che a poco a che fare con me. Intendiamoci però, a me l’Italia piace e sono cittadina fin dalla nascita, ma il fatto di aver passato la mia infanzia altrove (cosa che non cambierei per nulla al mondo), e aver avuto un’altra formazione culturale, fa sì che in certe occasioni mi senta come un pesce fuori d’acqua.

Dalle mie parti la gente è semplice e schietta e il valore più importante è quello della Libertà,  e sono stata così influenzata da ciò che questa è la mia filosofia di vita e non ci penserei due volte a farmi tagliare la gola se un giorno non potesse esprimere ciò che penso, sempre e dovunque io vada (fatto che mi ha portato non pochi problemi nel lavoro e nei rapporti personali, ma questa è un’altra storia).

Adesso, se avete voglia di continuare a leggere questo post un po’ patetico e carico di sentimentalismi, elencherò le cinque cose che più mi mancano del Culo del Mondo, forse così potrete capire perché talvolta i miei post sono carichi di lamentele.

La amicizia e la solidarietà fra i vicini (e non solo)

So che anche qui esiste la amicizia e la solidarietà fra i vicini di casa, ma ormai è una fatto rilegato ai piccoli paesi e comunque non è ai livelli del Culo del Mondo.

Di aneddoti da raccontare ne ho una marea, come ad esempio il giorno in cui mia mamma non mi aveva lasciato un soldo ed è passato il camion che vendeva le bombole di gas (nel Culo del Mondo te li portano a casa). La mia vicina Andrea (in spagnolo è un nome da donna) sapeva che ero da sola e sapeva che il gas era finito. Avevo litigato con lei giorni prima, non ricordo nemmeno il perché, ma appena sentì il clacson del camion e li strilli del camionista: “garrafas! Garrafas!”, venne subito da me e mi disse: “tieni Lucia, ecco i soldi per la bombola, non vorrai morire di freddo?”

Poi ricordo anche una sera in cui ero mezza ubriaca insieme ad una amica, eravamo in giro in un quartiere dove non riuscivamo a trovare un bar e io avevo bisogno di fare la popò (mica potevo andare dietro un albero e pulirmi con una foglia come fa il Nano da Giardino). Allora trovammo una signora seduta sulla porta di casa sua e le chiedemmo di poter usare il suo bagno. Ovviamente la signora acconsentì immediatamente. Una situazione simile mi capitò giorni dopo: era un pomeriggio d’estate, una di quelle giornate con quaranta gradi all’ombra. Sulle strade nemmeno i cani. Non ne potevo più dalla sete, quindi bussai la porta di una casa e chiesi un bicchiere d’acqua al signore che mi aprì (e sottolineo che ero già grandicella, non ero mica una bambina), acconsentì senza fare una piega.

Vedete, in Italia non ho mai provato a fare una cosa simile, ma immagino una scena del genere e già vedo il tizio che apre la porta e chiama subito i carabinieri: “si…eh…salve, qui c’è una barbona forse è armata…e anche drogata…è una di quelle extracomunitarie, forse una zingara”, eh già, perchè gli italiani credono che tutti quelli che hanno un accento strano siano stranieri!

I ritmi più lenti e il tempo per me stessa

Iniziamo dal tempo: una delle cose che più mi ha colpito dell’Italia sono gli orari (assurdi) di tutti i negozi e, di conseguenza, gli orari di lavoro di molti dipendenti. In Italia i negozi aprono alle nove, chiudono all’una per poi riaprire verso le sedici, e qui ci sono due considerazioni da fare: la prima è che mi sa ridicolo che, in un paese dove non c’è lavoro, ci si prenda una pausa così lunga, quando con un negozio aperto dalle otto alle venti lavorerebbero più persone. Ma io capisco, gli italiani hanno bisogno della “pausa pranzo”, poveretti, sono così sciupati che devono mangiare per circa tre ore!

La seconda considerazione è il fatto che con tre ore di pausa, se uno non abita proprio vicino al posto di lavoro non ha tempo di tornare a casa, quindi cosa fa? Rimane lì in ufficio (nel negozio, nell’agenzia, ecc.) e torna a casa soltanto la sera. Quindi, sebbene sei pagato per lavorare otto ore, in realtà stai fuori di casa più di dieci.

A questo punto mi domando: dove cazzo rimane il tempo per te stesso, per la famiglia, per la casa, per gli amici o semplicemente per grattarti il culo? Boh…lo chiederò al Nano da Giardino, lui è così saggio che forse riesce ad illuminarmi.

Adesso passiamo al ritmo della vita: qui in Italia vanno tutti di corsa, chissà cosa devono raggiungere così agitati? La maggior parte della gente è impasticcata (e per favore non dirmi che non è vero). Li vedi già dal primo mattino, quando le mamme portano i figli a scuola, tutte di corsa, tutte con quelle macchine grosse quanto un carro armato (e poi si lamentano che il traffico è lento!). Le persone sono agitatissime, aggressive, perché a causa del traffico e dei mezzi di trasporto che funzionano a cazzo di cane, sono sempre in ritardo, quindi corrono, corrono! In più, siccome all’una chiudono la maggior parte dei negozi, chi riesce ad uscire prima dal lavoro è preso dal panico: “dio! Devo fare la spessa prima che chiuda il supermercato!”, “madonna, la cartoleria chiude fra dieci minuti e devo fare le fotocopie!”. Ma alla fine non è mica colpa loro, no? E’ il sistema che è sbagliato…ma il sistema non lo facciamo noi?

Nel Culo del Mondo questo non capita mai, e non perché il traffico sia ottimo (infatti le macchine in giro sono tante quante qui in Italia), bensì perché i negozi sono sempre aperti (anche di notte e non soltanto nel centro della città) e la gente se la può prendere comoda. In più, uno lavora dalle otto alle due, oppure dalle due alle dieci, oppure la notte (la pausa pranzo non esiste), insomma, il tempo c’è e non c’è bisogno di andare di corsa. Nel Culo del Mondo si vive più tranquilli. Rilassati fratello, rilassati!

La semplicità delle cose

Il Centurione Blaesus VI, che per chi non lo sa è il mio ragazzo, mi dice sempre “Lucia, oggi è meglio stare a casa, siamo usciti ieri, sai che non possiamo spendere troppo”. Sono anni che mi sento dire questa cosa e mi sono un po’ rotta i coglioni, anzi, le ovaia (e comunque non lo dice solo il Centurione!). Ma qui sembra che per divertirsi c’è sempre bisogno di quattrini, di acquistare, di consumare, ma che è? Senza soldi non ci si può divertire? Quando vivevo nel Culo del Mondo uscivo a ballare tutte le sere (tranne lunedì perché le discoteche sono chiuse), andavo a tutti i concerti, andavo in vacanza con le amiche e di soldi ne ho speso pochissimi.

Per le vacanze si partiva con l’autostop e si andava coi soldi contati anche perché sapevamo che all’arrivo avremmo fatto degli affari, per esempio raccogliendo bottiglie di vetro e rivendendoli al supermercato, già, perché nel Culo del Mondo le bottiglie di vetro mica si buttano come qui (che inciviltà!), si riutilizzano!

In Italia invece se esci coi soldi contati ti senti male, non ti diverti e non lo dico io, sono parole di Filippo, un ragazzo che ha un negozio di computer che ho conosciuto due anni fa. Ricordo il giorno quando andò a pagare il conto dopo la cena: estrasse il portafoglio e prese una banconota di colore verde, mi guardò con aria di non so cosa e mi disse all’orecchio “qui in Italia non devi mai pagare con degli spiccioli, è di cattivo gusto”, beh…sarà, ma al letto con lui non ci sono andata anche se era un uomo di un gusto incomparabile!

La vera laicità dello Stato

Non è che me ne freghi qualcosa dello Stato (che scrivo con maiuscola soltanto perché si capisca il significato), per me lo Stato non ha senso di esistere, ma questo è un altro film.

Nel Culo del Mondo, lo Stato è veramente laico e, almeno fino a cinque anni fa, nelle scuole pubbliche non si è mai insegnata la religione, nemmeno per sbaglio. Mai un’insegnante si è azzardata a dire la parola “dio” perché nel Culo del Mondo sappiamo bene che la religione deve essere insegnata in famiglia (se la famiglia ne ha una). Le stesse regole valgono per la tv pubblica (dove il canone non esiste), dove mai si è visto un pedofilo prete perché è vietato. Ecco cosa significa Stato laico.

Una cosa però la devo confessare: ho saputo che negli ultimi anni la chiesa porno cattolica sta mettendo il naso in politica in maniera molto palese, quindi, non mi meraviglierei se adesso nella tv pubblica ogni tanto permettono di vedere qualcuno di questi delinquenti (ma non sono sicura).

Il fai da te

In Italia non si può fare un cazzo, no, anzi, il popolino non può fare un cazzo. Ad esempio se vuoi aprire un negozio ci sono mille pippe contro cui combattere: che i permessi per occupare il suolo pubblico, che il permesso del comune, che i permessi per i cartelli pubblicitari, che la tassa dei rifiuti, che se il locale è di tipo C, B o sto cazzo. Ovviamente nel Culo del Mondo ci sono delle regole, non è che ognuno fa come gli pare, ma di sicuro ti lasciano vivere e provare a progredire economicamente (per quelli che pensano che il progresso si misuri in questo modo), basta non disturbare la quiete pubblica e rispettare gli altri. Ricordo ad esempio i balli di fine anno nelle strade, ogni quartiere aveva la sua festa, l’unica cosa che dovevi fare era avvertire la polizia. Niente autorizzazioni, niente da pagare, niente di niente. Ricordo anche il giorno che la mia odiata vicina Alejandra, si alzò una mattina e decise si aprire un’edicola nel garage di casa sua. Si fece un giro per i negozi all’ingrosso e voilà, il pomeriggio stesso aprì il suo negozietto. Chi le ha detto qualcosa? Nessuno! E le tasse? Ma quale tasse? Cosa puoi guadagnare con un’edicola nel garage di casa tua?

Qui invece ti rompono le palle anche se fai l’ambulante e vendi le noccioline!

Insomma, se non fosse per il mio ragazzo non so se resterei qui. Ma non voglio che si capisca male: l’Italia è un paese bellissimo, il problema e che siete così abituati a prenderlo nel culo che ormai non vi procura più dolore. Io invece no, non sono abituata e mi fa male. Mi fa male aver paura perché lavoro come hostess e non dichiaro il mio reddito, mi fa male che qui non ci si può contare su nessuno (a non essere sulla tua famiglia), mi fa orrore vivere in uno Stato comandato da mafiosi e assassini come quelli della chiesa e che nessuno batta ciglia (“tanto è sempre stato così”, che mediocrità!), mi fa male sapere che la semplicità è morta da queste parti…ecco perché talvolta sono aggressiva quando rispondo ai messaggi o quando scrivo, perché mi sono stancata di andare contro corrente da sola.

Nota: se è la prima volta che capiti su questo blig leggi qui

  • Share/Bookmark
You can leave a response, or trackback from your own site.

8 Responses

  1. Bruno Says:

    Giusto per informazione, il fatto di essere italiani non dà mica diritto di sputare e cagare sulla bandiera.
    Quanto a tutte le belle cose che ci sono in altri posti semplici e schietti, dal chiedere un bicchier d’acqua al vicino di casa all’aprire una piccola attività senza troppe regole, se quello splendido posto progredirà ancora un po’ le perderà come le abbiamo perse noi.
    Quanto alla mafia e alla chiesa… mica piacciono a tutti.

    Posted on March 4th, 2010 at 20:10

  2. She Warrior Says:

    Ciao Brunetto! Sono molto d’accordo sul fatto che quando quel piccolo posto progredirà perderà tante di quelle cose, infatti hanno già iniziato con la dichirazione del reddito, cosa che fino a pochi anni fa non esisteva.
    Quello che non ho capito però è perchè non posso sputare sulla mia bandiera, certo che posso perchè io non ho rispetto per questa bandiera, infatti l’Italia è unita solo sulla mappa, comunque questo è argomento per un altro, doloroso, post…

    Posted on March 4th, 2010 at 22:49

  3. Cicero Says:

    Sei liberissima di cagare sulla bandiera. L’Italia che ho in mente io non corrisponde alla realtà. L’italia attuale è allo sbando, priva di valori, prostituta dell’Europa, come lo è sempre stata negli ultimi 1500 anni.

    Posted on March 13th, 2010 at 11:35

  4. She Warrior Says:

    Ciao! Grazie per lasciarmi cagare sulla nostra bandiera, per me è un’onore! :-)

    prostituta dell’Europa, come lo è sempre stata negli ultimi 1500 anni

    Parole sante!

    Posted on March 13th, 2010 at 12:04

  5. antonio Says:

    ciao lucia……secondo me hai tutto il diritto di cagare sulla nostra bandiera…….non so perchè ma un annetto a questa parte c’è qualcosa nella mia testa che dice che il mio futuro non sarà qui…………..vado in giro per qualsiasi città,strada,paesino mi sembra tutta una giungla dove ognuno fa come cazzo gli pare……come tutto sia permesso………….io vorrei emigrare non so forse in australia o in canada…..non saprei ho solo 20 anni……..forse trovare una sistemazione qui mi sembra una cosa impossibile……….posso dire che tanti italiani non emigrano perchè qui c’è la casa(di mamma e papà)e per loro va bene cosi…….
    SONO MOLTO MOLTO INCERTO DI AVERE UNA BELLA VITA IN UN POSTO COME QUESTO…CIA CIA

    Posted on June 8th, 2010 at 14:24

  6. She Warrior Says:

    Ho una amica che è andata a vivere in Canada, ma bisogna abituarsi. Di sicuro è un posto civile e non fai come cazzo ti pare come in Italietta, ma lì ci sono delle regole da rispettare. Ho anche sentito parlare bene dell’Australia, ma non conosco nessuno che sia andato da quelle parti. Comunque a 20 anni sei giovane, impara l’inglese e vai! Buona fortuna :-)

    Posted on June 8th, 2010 at 15:50

  7. Francesco Says:

    Bè, diciamo che cagare sulla bandiera non è proprio una cosa carina, principalmente per un fatto di rispetto nei confronti di quei pochi che ci credono ( e non solo in periodo di mondiali). Detto questo, però, sei liberissima di farlo (codice penale permettendo)n e il clima è le abitudini del bel paese le hai inquadrate molto bene.
    Io ho 23 e una mezza idea di togliere il disturbo. Sono stato in Australia qualche mese e posso consigliarla a tutti. gente cordiale, regole osservate ma con un modo di vivere rilassato e un filo più gioioso.
    Senza contare che il made in italy (inteso come brand) va ancora se si esce da sidney. Quindi secondo me le possibilità per chi volesse farsi un pò di mazzo ci sono più che qui.

    Posted on June 21st, 2010 at 18:29

  8. She Warrior Says:

    Beh…in effetti c’è già stato da queste parti un ragazzo che, se mal non ricordo, mi aveva parlato bene dell’Australia. Poi hai detto bene “togliere il disturbo”, sembrerebbe che in Italietta noi giovani diamo fastidio.

    Posted on June 22nd, 2010 at 15:24

Leave a Reply




Recent Comments

Il mio vero nome è Lucia, ho 23 anni e sono appassionata di storia antica, fantasy e mitologia, ma anche di natura e sport. Attualmente abito in Toscana insieme al mio fidanzato, alla mia cagnolina Tanaquilla e al Nano da Giardino (che mi da il tormento ogni volta che può). Sono 1/3 italiana, 1/3 spagnola e 1/3 culomondista (per motivi di privacy non voglio dire il nome della nazione). Tutti i commenti sono benvenuti, specialmente quelli che segnalano errori ortografici! Attualmente il blog è bilingue (italiano-spagnolo) ma molto presto saranno aggiunti nuovi post in inglese.

Recent Comments

Chiedi e ti Sarà Dato. Esther & Jerry Hicks

On Jun-25-2010
Reported by She Warrior

Texas Hold’em: il gioco al preflop

On Mar-17-2010
Reported by She Warrior

La neve e la mediocrità

On Dec-20-2009
Reported by She Warrior

Recensione film Alla Ricerca dell’Isola di Nim

On May-2-2010
Reported by She Warrior

Film L’Ultima Legione

On Jan-12-2010
Reported by She Warrior