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September , 2010
Sunday

Il Blog di She Warrior

cinema, fantasy, libri, storia, luoghi e vita quotidiana…

La qualità della vita e le stronzate che ci raccontano

Posted by She Warrior On February - 8 - 2010

Buona sera. Questo è uno dei miei soliti post carichi di lamentele (che di solito metto sotto l’etichetta deliri e di tutto di più) verso la pochezza del mondo che mi circonda, quindi, se vi interessano solo gli argomenti correlati al fantasy, oggi non è giornata. Grazie.

Spesso si sente parlare di “qualità della vita”, PIL (prodotto interno lordo), disoccupazione e stronzate di vario genere. In un mondo pulito, non avrebbe senso parlare  di queste coste e, tanto meno, spendere milioni di euro a fare riunioni mondiali dove “i potenti” si siedono al tavolino (ma in piedi eh!), mangiano come maiali, scopano con prostitute e forse anche fra di loro, con la banale scusa di “trovare delle soluzioni per migliorare la vita di tutti (loro)”.

Se non hai trovato quello che cercavi trovalo con Google!

In un mondo onesto, la qualità di vita sarebbe misurata tenendo in considerazione fattori più seri ed equilibrati, e non basandosi su sciocchezze come lo stipendio annuo di una famiglia. Questa roba fa schifo! E quelli credono che gli abitanti del “comune x”, godono di una qualità di vita superiore rispetto a quella degli abitanti del “comune y” perché guadagnano di più sono dei veri e propri pupazzi.

Ma andiamo con calma.

Cosa è e come si misura la qualità della vita in questo mondo malato?

Gli indicatori specifici, per misurare la qualità di vita nei comuni italiani sono sei, ovvero:

1-     PIL procapite

2-     Tasso di disoccupazione

3-     Reati denunciati

4-     Acquisto di libri

5-     Numero di associazioni a delinquere di volontariato rispetto al numero di abitanti

6-     Infrastrutture

 Adesso analizziamo ogni indicatore:

PIL: Molto prima di me, Beppe Grillo, forse dopo aver conosciuto di persona i più grandi economisti e sociologi mondiali, ha sostenuto che il PIL non è un indicatore di un bel niente e che la qualità di vita non può essere misurata considerando questo valore. Ma cos’è esattamente questo PIL? “è il valore di tutti i beni e servizi prodotti dell’economia in un dato periodo di tempo, solitamente l’anno solare. I dati statistici ad esso relativi sono preparati su base trimestrale.”

Adesso lo dico con parole terra terra: praticamente, il principale indicatore della qualità di vita tiene conto di quanto si produce (e di conseguenza di quanto si consuma) in un anno solare.

Se per esempio domani mattina si smettessero di produrre sigarette, cosa che dovrebbe giovare la nostra qualità di vita, il PIL annuo sarebbe notevolmente ridotto, quindi? Quindi, secondo questo modo di ragionare, la nostra qualità di vita diminuirebbe!

Insomma, più si produce (anche se si tratta di merda), più aumenta il PIL e più aumenta il PIL, più aumenta la mia qualità di vita. Boh…confesso la mia incapacità di capire appieno questo modo di ragionare, ma sarò io che sono deficiente.

Tasso di disoccupazione: Beh, qui dovrei scrivere almeno cento fogli, perché il lavoro e io non andiamo d’accordo, e non è una questione di non voler faticare, bensì di Principio. Per farla corta, visto che la mia antipatica per il lavoro non è l’argomento del post, vi dico soltanto che la penso come i nobili di Sparta, se conoscete la storia capirete.

Adesso però vediamo cosa significa per la legge italiana lo stato di disoccupazione: “si conserva lo stato di disoccupazione se si percepisce un reddito lordo annuo non superiore a € 7500 se derivante da lavoro dipendente o € 4500 se derivante da attività autonoma a prescindere dalla durata del rapporto di lavoro.”

In parole povere (sapete, io sono una ignorante), significa che se io guadagno più di 7500 euro lordi all’anno non sono più una disoccupata, quindi, se la matematica non è un’opinione, possiamo dire che una città dove gli abitanti guadagnano circa 500 euro al mese è una città dove il lavoro non manca! Ma davvero la gente è così idiota a credere a queste stronzate?

Reati denunciati: in primo luogo dobbiamo capire bene cosa è un reato e se ciò che la legge punisce è veramente nocivo per la nostra società, oppure lo è per i tre o quattro maiali che ci comandano. Fumare marijuana è considerato un reato, ma in realtà non fa male a nessuno, scaricare film da internet è considerato un reato, ma con tutta la pubblicità, occulta o meno, che questi riportano, sono ben consapevole che i produttori traggono grandi profitti con la pirateria. Se io scarico un qualsiasi film italiano, troverò dentro la pubblicità di: poste italiane, tim, wind, fiat, telecom, ecc. Allora mi domando: ma queste aziende non sono felici che io veda il loro logo? E non è che per caso ciò era stato previsto al momento di stipulare le tariffe pubblicitarie?

Quindi, sono soltanto parzialmente d’accordo con la scelta di considerare la quantità di reati denunciati come un indicatore per misurare la qualità della vita, anche perché i reati commessi ad esempio dai sindaci, non credo siano denunciati da nessuno.

Acquisto libri: un’altra stronzata! In primo luogo perché i libri si possono scaricare da internet, e sono ogni giorno di più le persone che scelgono i libri digitali gratuiti. Secondo, perché di libri brutti ce ne sono così tanti che come si fa a dire che la qualità di vita è aumentata soltanto perché la gente compra più libri? (e si leggono la Troisi?)

Numero di associazioni a delinquere di volontariato: che ipocrisia! Ma se devo argomentare ogni cosa che dico questo post non finirà mai! Le associazioni di sfigati cerca partner volontariato non sono altro che gruppi di persone che cercano riconoscimento e approvazione sociale e in più, stanno rovinando la nostra società svolgendo gratuitamente un lavoro che, dietro pagamento, potrebbe svolgere qualcun altro, quindi, incrementano l’aumento della disoccupazione che, tra l’altro è considerato come indicatore per misurare la qualità della vita! Non è contraddittorio?

Quante più persone siano disposte a svolgere un lavoro in maniera gratuita, per esempio guidare un’ambulanza, più saranno quelle che resteranno a casa senza poter lavorare (ma il lavoro non era un indicatore di benessere?).

Ma il problema con le associazioni di merda volontariato è ancora più grave se consideriamo che, soprattutto grazie a quelle che si occupano del terzo settore, lo Stato si lava le mani (e il culo) e non adempie ai propri doveri!

Numero di infrastrutture: qui ho un problema, lo ammetto, non so a quali strutture si riferisca, ma ho una pulce nell’orecchio: non è che per caso (per puro caso eh) ha a che fare con le aziende che si occupano di edilizia? Non è che ci vogliono convincere che quanto più si costruisce più stiamo bene?

Insomma, gli indicatori della qualità della vita sono assurdi, sono una presa per il culo  e sono contradditori. Ci vogliono far credere che quanto più si costruisce, quanto più si produce (e si consuma) e quante più persone lavorano gratis, stiamo meglio!

La qualità della vita, cari miei, si misura in base alla Libertà di scelta e all’Indipendenza e non a le porcherie elencate sopra.

Alzarsi la mattina per annaffiare l’orto come fa la mia vicina, avere a disposizione frutta e verdura fresca, allevare i propri animali da cortile, riscaldarsi con la legna pazientemente raccolta durante l’estate, avere il proprio pozzo d’acqua e mandare a fanculo il comune e produrre la propria energia elettrica è la vera qualità di vita e ciò si chiama Libertà.

I sei indicatori di Lucia per misurare la qualità della vita:

1-     Presenza di spazi verdi pubblici per la ricreazione dei bambini e degli anziani

2-     Numero di adulti (da 15 anni in poi) che praticano uno stile di vita sano (non fumo, non alcol, sport, dieta equilibrata)

3-     Numero di famiglie che producono da sole almeno una delle seguenti risorse: acqua calda, energia elettrica, riscaldamento

4-     Numero di famiglie che hanno un orto di almeno 15 mq

5-     Numero di famiglie che hanno una casa di proprietà

6-     Numero di persone al di sotto di 50 anni che parlano almeno 2 lingue

Poi ci sarebbero altri indicatori, come ad esempio numero di persone con accesso a internet, il numero di famiglie che riciclano i rifiuti, la pulizia delle strade, il numero di incidenti stradali, ecc.

Ecco. Ho finito. Adesso se ancora ci credete alle balle che ci raccontano impiccatevi, grazie.

E per non rimanere con l’amaro in bocca…sorpresa: ho aggiornato la pagina del Nano da Giardino! :-)

Nota: se è la prima volta che capiti in questo blog leggi qui

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6 Responses

  1. alladr Says:

    be, ecco, qualche stronzata condita da un po’ di sana demagogia. naturalmente, sei libera di pensarla come vuoi, ma…

    1- quanto al pil, mi permetto di consigliarti la lettura di questo articolo, che troverai illuminante. soprattutto perché spiega che, a conti fatti, quel che ci dice il pil conferma quanto dicono altri indici che troveresti più… accettabili?;
    2- una persona che guadagna 500 euro al mese ne guadagna 6000 l’anno. sotto i 7500.
    ma se anche si trattasse di lavoro autonomo, il punto è che una persona che lavora ha più opportunità di stare bene di una che non lo fa (anche se sembra controintuitivo, lo so. ma se devi comprarti da mangiare e non ricevi soldi se non lavorando, è meglio lavorare);
    3- bisognerebbe capire veramente quali tipi di reati sono contati e con quali pesi. ma è ragionevole che in un posto con molti reati si possa vivere peggio che in uno con pochi reati (fumarsi una canna NON è reato. l’uso personale è consentito dalla legge. e comunque le cose cambiano se tra i reati ci metti anche lo stupro o l’omicidio).
    4- sono d’accordo con te. ma soprattutto perché il consumo di libri dovrebbe essere già in qualche modo incluso nel pil;
    5- le associazioni che

    stanno rovinando la nostra società svolgendo gratuitamente un lavoro che, dietro pagamento, potrebbe svolgere qualcun altro, quindi, incrementano l’aumento della disoccupazione che, tra l’altro è considerato come indicatore per misurare la qualità della vita! Non è contraddittorio?

    . be’, no, è contraddittorio che prima critichi la disoccupazione come parametro e poi sostieni che se non ci fosse volontariato ci sarebbe più lavoro. peraltro, se tutto quel lavoro fosse pagato, forse in qualche misura (non saranno tutti solo servizi!) si risentirebbe sul pil.;
    6- infrastrutture. non so, non ho tempo, voglia e testa per argomentare. mi pare che ce ne sia già abbastanza.

    comunque, grillo non è una persona della quale mi fiderei.

    a presto.

    Posted on February 8th, 2010 at 15:27

  2. She Warrior Says:

    Ciao, piacere di rivederti da queste parti.
    In primo luogo chiarisco subito una cosa: Io non mi fido di Beppe Grillo, né sono una sua ammiratrice, tanto meno dopo certe cose che ha detto/fatto.

    1- L’articolo lo leggerò senz’altro (se non è troppo lungo)
    2- Quando ho detto 500 euro al mese intendevo netti che è molto più di 7000 euro lordi all’anno ;-) sono stata generosa.
    3- Sul reato di fumarsi una canna hai ragione, adesso sistemo, ma di certo se le forze dell’ordine (che schifezza di nome) mi trovano fumando l’erba non è che mi lasciando andare e basta
    4- -
    5- No, non è contradditorio. Mi sono limitata a raccontare questi loro metodi di valutazione. I contradditori sono loro e quelli che fanno volontariato sono dei furbetti.

    Il come hai fatto a mettere il testo in grigio è per me un mistero!

    Posted on February 8th, 2010 at 19:11

  3. alladr Says:

    non è stata una scelta mia, ho solo messo un blocco di citazione che il software del tuo blog formatta poi in quel modo. il tag si chiama <blockquote> e si chiude con </blockquote> e, se tu scrivi qualcosa tra i due tag

    te lo impagina così

    PS: anche se non commento, ti leggo abbastanza assiduamente.

    Posted on February 9th, 2010 at 11:34

  4. She Warrior Says:

    Ahhh, io vorrei mettere l’opzione per rispondere citando, sottolineando e roba varia, ma non capico molto di blog :-(
    Io sono andata al tuo sito, ma è strano! :-) anche a me piacerebbe leggerti, ma non scrivi nulla!
    Alla prossima!

    Posted on February 9th, 2010 at 11:51

  5. alladr Says:

    avevo un blog, si chiamava afanear. poi ho deciso che non avevo più tempo per curarlo e l’ho chiuso. e-allora è soprattutto un contenitore ad uso personale ma, visto che me l’hai fatto notare, linkerò al mio nome un vecchio progetto che ho sempre lasciato in secondo piano, scrivendo assai poco e di rado, quando mi capitava.

    a presto

    Posted on February 10th, 2010 at 11:41

  6. Bruno Says:

    La marijuana fa male davvero (e comunque fa male fumare) e io ho un terreno ma non ho nessuna voglia di coltivare un orto… insomma, comunque la mettiamo, ognuno ha le sue opinioni e non c’è un metodo buono per tutti per quantificare la qualità della vita.

    Posted on February 13th, 2010 at 16:34

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Il mio vero nome è Lucia, ho 23 anni e sono appassionata di storia antica, fantasy e mitologia, ma anche di natura e sport. Attualmente abito in Toscana insieme al mio fidanzato, alla mia cagnolina Tanaquilla e al Nano da Giardino (che mi da il tormento ogni volta che può). Sono 1/3 italiana, 1/3 spagnola e 1/3 culomondista (per motivi di privacy non voglio dire il nome della nazione). Tutti i commenti sono benvenuti, specialmente quelli che segnalano errori ortografici! Attualmente il blog è bilingue (italiano-spagnolo) ma molto presto saranno aggiunti nuovi post in inglese.

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