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September , 2010
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Il Blog di She Warrior

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Utilizzo di simboli pagani nel fantasy

Posted by She Warrior On January - 28 - 2010

Finalmente sono tornata da quella brutta città chiamata Udine, c’ho messo circa quarantotto ore per disintossicarmi e per la prima volta in sette anni ho dovuto prendere un Aulin perché le emicranie erano così forti che mi sono veramente spaventata. E’ stato il Centurione a convincermi di prendere quella roba e il Nano da Giardino è andato in farmacia a prendermi le bustine (secondo me voleva uccidermi!). Comunque eccomi qui, sono sopravvissuta a un ninfomane purosangue, alle menzogne del cibo biologico e al freddo, e tutto grazie a Odino e alla saggezza del Havamal.

Oggi sono tornata sul blog per parlarvi di un argomento che mi sta particolarmente a cuore per due motivi: il primo perché sono (neo) pagana, il secondo perché mi piace il fantasy e sento il bisogno di chiarire certi concetti perché mi disgusta leggere, ad esempio che “i wiccan adorano il Demonio” o che “il pentacolo è un simbolo satanico”, e sebbene la religione wicca mi faccia schifo, in questo caso sento il dovere di difenderla (chi lo avrebbe mai detto!).

Se non hai trovato quello che cercavi trovalo con Google!

Tempo fa ho conosciuto una persona, che da adesso in poi chiamerò Pinca, che gentilmente mi ha inviato i primi capitoli del suo romanzo fantasy per sapere la mia opinione, non perché io abbia chissà quale titolo per recensire fantasy, bensì perché voleva sapere il parere di una potenziale lettrice. Il romanzo mi piace, ha una certa dosi di mistero e alcuni personaggi ti catturano dall’inizio, ma c’è un particolare che mi ha fortemente disturbato: l’utilizzo di simboli pagani, come il pentacolo e le rune, in un contesto che non li è proprio e, come se non bastasse, con un significato diverso da quello che li appartiene. Ho subito esposto il problema a Pinca che però mi ha risposto che non è interessata a fare una ricerca storica sui simboli e che non vede niente di male se sono utilizzati con significati diversi in un contesto alquanto improbabile. Quello che Pinca non sa, e che ho tentato di spiegarle ma senza esito positivo, e che la maggior parte dei pagani legge fantasy e l’uso improprio dei simboli a loro sacri potrebbe risultare blasfemo o addirittura comico, tutto ciò toglie credibilità al romanzo. Pinca, vuoi rovinare la tua creatura piuttosto che modificare ciò che non va?

Penso che nessuno mai si sognerebbe di proporre un Cristo seduto a terra con le gambe incrociate, perché quello è Buddha, né una madonna vestita con abiti succinti, né un crocefisso di colore viola, giusto? Allora perché travolgere il significato dei simboli pagani e renderli qualcosa che non sono, quando invece possiamo crearne degli nuovi (visto che si tratta di fantasy)? Per non parlare della mitologia (anche se questo non è il caso del romanzo di Pinca), e di quando certi soggetti, soltanto perché adesso va di moda, utilizzano la mitologia norrena senza sapere nemmeno dove si trova la Scandinavia (ma di questo parlerò più avanti).

Io non sono una fanatica religiosa e vorrei che ciò rimanesse chiaro, il problema non è essere blasfemi, tanto noi pagani siamo più che abituati a certi paragoni, il problema è la mancanza di credibilità della storia. Penso che anche Pinca è d’accordo con me sul fatto che uno scrittore deve documentarsi prima di scrivere su argomenti a lui sconosciuti, e così come non possiamo scrivere sulla guerra se non conosciamo le tattiche di combattimento e di strategia, non possiamo utilizzare le rune come semplici simboli magici. Insomma, non si può dare per scontato che il lettore sia un ignorante, oppure pensare che sorvolerà su certi errori soltanto perché la storia è interessante. Quando leggo frasi come “le antiche rune” mi viene da ridere a squarciagola perché le rune sono già antiche, lo sa pure il Nano da Giardino! Se poi si mischiano le rune con il pentacolo, il diavoli e i santi, a questo punto torno in libreria e chiedo indietro i miei soldi. Non è soltanto l’utilizzo improprio dei simboli, bensì il fatto di buttarli giù tutti insieme, così senza pensarci. In questo caso però devo dire che mi dispiace, e non perché Pinca mi stia simpatica, bensì perché quello che ha scritto è interessante, quindi non capisco perché rovinarlo in questo modo. Contenta lei. Ma in questo post non voglio soltanto prendere come esempio il romanzo di Pinca, i cui errori non sono niente a confronto con romanzi già pubblicati come Esbat, dove l’autrice spiega nel su blog che “i  riferimenti ad alcuni riti della Wicca reale, come gli Esbat, sono da considerarsi semplici spunti. So bene che i wiccan sono persone pacifiche e in alcun modo dedite a culti sanguinari: come, del resto, hanno specificato alcuni personaggi del romanzo”, e io mi domando: allora perché utilizzare la religione wicca? Non era meglio inventare una nuova visto che lei stessa dichiara di prendere semplici spunti? Mi sa che certe seri televisive come Charmed fanno male alla testa.

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Ma ho un altro esempio, la cui bruttezza è difficile da superare: Le Chiavi del Cassonetto, dove abbiamo niente di meno che Odino (questo si è blasfemo!), spoglio di tutte le sue caratteristiche e ovviamente in un contesto improbabile, roba da strapparsi i capelli! Documentazione sulla mitologia norrena zero! Documentazione sul contesto socioculturale vichingo zero! Cose dall’altro mondo!

Tratto da Gamberi Fantasy dal libro Le Chiavi del Cassonetto:

“Il cuore di Odino era gonfio come gli occhi”

Per la cronaca Wotan/Odino aveva solo un occhio, quindi questa frase mi è bastata per capire che il resto sarebbe stato spazzatura, ma mi sono fatta coraggio e sono andata avanti.

“essendo lui la tanto supposta reincarnazione del dio Odino di Asgard”

Sorvolo sul “tanto supposta” perché non mi interessa analizzare il linguaggio (anche perché non sono in grado di farlo) ma Asgard (Ásgarðr) è la dimora di tutti gli Dèi, dire “Odino di Asgard” è come dire “Zeus dell’Olimpo” è implicito! Dannazione! Ma ho la sensazione che l’utilizzo di certe parole che finiscono in “ard” oppure “or” ha un certo “effetto fantasy”.

“Non troveresti l’Ade così interessante, sai?”

Eh? E che cazzo c’entra l’Ade? L’Ade è un altro film! E’ mitologia greca! E per favore non dirmi che sono pignola, piuttosto mettetevi nei panni di una che la mitologia la sa e non vuole leggere certe stronzate. Grazie.

“I suoi neri capelli semi-corti e il glabro viso gli davano un’aria da ‘lupetto spartano’”

E adesso arrivano pure gli spartani! Forse nelle pagine seguenti ci sono anche gli etruschi o magari i nani da giardino!

D’accordo, questi esempi sono ridicoli, non credo che nessun altro possa superare un tale livello di ignoranza e menefreghismo, ma comunque per me un errore ne vale l’altro. Paragonare i wiccan a persone assetate di sangue, il pentacolo a un simbolo satanico, e dire che Odino aveva due occhi sono la stessa cosa. Quindi, se volete essere credibili in ciò che scrivete, per favore documentatevi. Non costa nulla, è gratis!

E per finire, se volete un esempio di blasfemia cinematografica leggete la recensione del 13° Guerriero qui

Ha visto la pagina della mia Libreria Fantastica?

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1 Response

  1. Bruno Says:

    La runa Odal era il simbolo della 7ma divisione SS “Prinz Eugen”
    Quelli erano pagani che pestavano di brutto…

    Posted on February 13th, 2010 at 16:45

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Il mio vero nome è Lucia, ho 23 anni e sono appassionata di storia antica, fantasy e mitologia, ma anche di natura e sport. Attualmente abito in Toscana insieme al mio fidanzato, alla mia cagnolina Tanaquilla e al Nano da Giardino (che mi da il tormento ogni volta che può). Sono 1/3 italiana, 1/3 spagnola e 1/3 culomondista (per motivi di privacy non voglio dire il nome della nazione). Tutti i commenti sono benvenuti, specialmente quelli che segnalano errori ortografici! Attualmente il blog è bilingue (italiano-spagnolo) ma molto presto saranno aggiunti nuovi post in inglese.

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