Mercatino Natalizio di Perugia
Dopo l’orrendo mercatino natalizio di Todi, dove i suoi abitanti sembrano tutti imparentati col mitico Jacopone (e secondo me la sera si frustano per espiare i propri peccati, altrimenti non mi spiego quelle facce da culo), sono andata a Perugia e mi è piaciuto!
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Perugia è una città bellissima, e non parlo dei monumenti o dei negozi, parlo della gente. Lì si respira un aria di civiltà, Perugia ha un’aura particolare. La gente è cordiale e girano tutti coi cani, piuttosto che con quei passeggini da bambino viziato che sono grandi quanto un suv, ciò mi fa pensare che i perugini siano persone intelligenti. Siamo arrivati verso le dieci e mezza (il Nano da Giardino è rimasto in macchina), Blaesus VI voleva mangiare. Il suo allenamento da centurione richiede l’assunzione di moltissime calorie al giorno; calorie che puntualmente vanno a finire sul suo addome, ma questa è un’altra (triste) storia.
Ci siamo avviati verso il primo mercato, quello dei prodotti biologici e di artigianato locale nelle vie del centro storico. Come sempre sono partita prevenuta perché la parola “biologico” viene spesso sfruttata e in più, nei contesti dei mercatini alcuni prodotti di bassa qualità vengono esposti insieme a quelli buoni, e tutto si confonde. Inoltre, non so per quale motivo, molti proprietari delle aziende bio hanno la puzza sotto il naso (anche se secondo me la puzza proviene da un’altra parte. Ma dell’igiene personale parlerò in un altro post). Invece, in questo caso, mi sono subito ricreduta: i prodotti erano ottimi e i prezzi giusti e, come vi ho accennato prima, non c’erano soltanto alimentari, bensì prodotti di artigianato locale, come ad esempio Fiori di Bach, sacchettini di lavanda, abiti di lana fatti a mano, pupazzi e articoli con materiali riciclati come agende e taccuini in stile medievale …il tutto fatto dalle manine degli italiani che tanta voglia hanno di lavorare. Un vero miracolo!Gli espositori sembravano direttamente usciti dal Festival di Woodstock ed erano tutti gentili, anche se qualcuno, secondo me, ancora non aveva scoperto le proprietà benefiche del sapone. Poi siamo andati al secondo mercato, quello dei prodotti gastronomici, il quale è piaciuto di più a Blaesus VI, che dopo un’ora e passa senza mangiare iniziò a guardarmi male, “d’accordo andiamo! Su, adesso mangia questa caramella per ingannare lo stomaco”, ma lo stomaco del centurione è furbo come la volpe.
Beh, che dire? Niente male neanche questo, ma troppo pieno secondo i miei gusti, quindi ho tentato di uscire in fretta perché tutta quella massa di sconosciuti mi faceva venire il mal di testa. “Signorina, vuole assaggiare questa bevanda?” diceva la voce di una ragazza da dietro uno stand. La bevanda, servita calda, era a base di mele, cannella, e altri ingredienti segretissimi la cui ricetta originale è custodita da un nano che abita sotto un cumulo di pietre, no posso dirvi di più altrimenti verrei uccisa. “Una vera delizia!” E lo dice una che ha banchettato nel Valhalla centinaia di volte!
Ma il meglio sta ancora per arrivare: la suggestiva mostra mercato nella Rocca Paolina. A parte il contesto, quasi fuori dal tempo, che si addiceva molto bene al tema natalizio, i prodotti erano di ottima qualità ma quel che più ha richiamato la mia attenzione fu che trovai una certa etica in tutto ciò che era esposto. Mi spiego meglio: molti dei materiali utilizzati erano a basso impatto ambientale e riciclati. Poi, è stata data un’enorme attenzione alla medicina cosiddetta alternativa, ai giocatoli fatti a mano, ai materiali duraturi come il legno e il cuoio e ai dolci tipici di questo periodo. Inoltre ho trovato espositori provenienti dall’estero: c’erano, se mal no ricordo, i salumi della Germania, i deliziosi biscottini inglesi, artigianato orientale ed altro ancora. Insomma non ho trovato le solite porcherie “Made in China”, oppure oggetti osceni quali le Winx o vestiti fatti in serie. Niente di tutto ciò c’era in questo terzo mercato (beh…a dire il vero nemmeno negli altri due), tutto ciò mi fece sentire a casa e desiderosa di vedere più eventi come questo, perché nessun oggetto era uguale ad un altro. Chi ha acquistato a Perugia si sarà sicuramente portato a casa qualcosa di genuino, sia da mangiare, da mettersi addosso o da sistemare come sopramobile.








Celtibera Says:
Provando form…
Posted on December 19th, 2009 at 16:49