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September , 2010
Thursday

Il Blog di She Warrior

cinema, fantasy, libri, storia, luoghi e vita quotidiana…

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Archive for December, 2009

Esercizio n°1

Posted by She Warrior On December - 23 - 2009 2 COMMENTS

Ieri pomeriggio, mentre bevevo una tisana a base di sambuco e alloro (con fiori e foglie pazientemente raccolte ed essiccate da me la scorsa estate), ho trovato un sito che proponeva un esercizio per imparare a scrivere meglio. A dire il vero, la web dava alcuni consigli per scrivere narrativa e l’obiettivo del compito era quello di raccontare gli avvenimenti della giornata in due post e “giocare” con le parole, nonché con la punteggiatura, per dare, ad uno, l’idea di disagio, all’altro di piacere.
Vediamo se ci riesco al volo perché ho un po’ di fretta (devo fare il bidet al Nano).

 Primo post:

Il suono della caldaia mi avverte che l’acqua per la tisana è pronta. Butto giù le erbe nella tisaniera e sento l’odore dei frutti di bosco profumare tutta la casa. Apro la finestra. L’aria fredda mi accarezza e il tappeto di neve sopra la strada mi invita ad uscire. Vicino al pesco un gruppetto di bambini si diverte buttandosi delle palle, a destra, sulla strada che porta al lago, alcuni uomini si lamentano del giacchio. Scuoto la testa e rimango a guardare i bambini, loro si che sanno godersi la vita.
L’odore di bruciato arriva fino alla strada. Mi si stanno bruciando i tozzetti! Entro di corsa e scivolo sul pavimento. I miei due cani pensano che abbia voglia di giocare, mi saltando addosso. Rimango distesa per un po’ e li accontento.

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Secondo Post:

Il fischio insopportabile della caldaia mi indica che l’acqua per la tisana è pronta. Butto giù le erbe nella tisaniera e l’odore dei frutti di bosco mi fa starnutire. Apro la finestra, l’ara fredda mi graffia il volto. E’ tutto coperto di bianco, la neve non ha risparmiato nulla. Esco. Vicino al pesco un gruppo di mocciosi fa casino buttandosi delle palle, a destra, sulla strada che porta al lago, alcuni uomini si lamentano del giacchio. Li guardo. Hanno ragione, come si fa ad uscire con la macchina?
L’odore di bruciato arriva fino alla strada. Ancora una volta mi si sono bruciati i tozzetti! Entro di corsa e scivolo sul pavimento. I miei due cani pensano che abbia sempre voglia di giocare e mi saltano addosso. Li allontano a calci e mi alzo bestemmiando.

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L’educazione dei funzionari delle poste

Posted by She Warrior On December - 22 - 2009 1 COMMENT

Avevo iniziato a scrivere su tutt’altro argomento, quando all’improvviso mi è venuta in mente la scena di questa mattina alle poste. Nel comune dove abito (che non oso più definire “il mio comune” perché sebbene non sappiate dove sia mi vergogno lo stesso), i funzionari delle poste sono più idioti da quelli degli altri comuni e ogni volta che ci metto piede mi tocca o litigare o fare l’eroina. Volete perché sono barricati dietro un pannello di vetro, perché per consegnare e prendere  i pacchi bisogna abbassarsi per raggiungere una porta di 40 cm di altezza (manco fosse fatta apposta per il Nano da Giardino!), perché nessuno (e dico nessuno) capisce il funzionamento dei numeri sul pannello, perché sono maledetti, o semplicemente perché si. Insomma, poco importa come mai sono così imbecilli, quello che conta e che lo sono e basta.

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Come sempre, arrivo con il formulario per il pacco celere 3 compilato in ogni sua parte, così non devo perdere tempo guardando quelle merde secche e, anche come sempre, c’è il casino coi numeri. Quindi, senza troppi scrupoli passo davanti a tutti, butto giù il pacco in quella specie di porta/tunnel e mi piazzo davanti alla solita dipendente (che devo dire che con me, dall’ultima volta che le ho alzato la voce, è molto gentile). Subito dopo, giustamente indignata dalla mia furbacchiata, una signora anziana si avvicinò al mio sportello, come per dire :“c’ero prima io”, per chiedere indicazioni su come fare un vaglia postale. La merda secca le diede un formulario e le disse di compilarlo, ma la povera donna aveva un problema alle mani e non poteva scrivere.

“Mi scusi”, si rivolse all’incompetente dietro lo sportello, “non posso scrivere, me lo può compilare lei?”, “no. Non posso.” “E adesso chi mi può dare una mano?” ,“faccio io signora.” E si! Poveretta, mi ha fatto veramente pena, poi che le costava a quella baldracca di darle una mano? Ci volevano tre minuti e, in più si sarebbe risparmiata una figura di merda davanti alle sette persone che facevano la fila. Insomma, ho dovuto aiutare la vecchietta, anche se alla fine non ha potuto portare a termine la transazione perché le mancava il codice fiscale.

Sono ormai anni che sento dire che “a natale la gente diventa più buona”, anche se per fortuna non ci ho mai creduto. A natale la gente è sempre la stessa merda, coperta però da un velo di ipocrisia. Tanto comunque io sono pagana!

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La neve e la mediocrità

Posted by She Warrior On December - 20 - 2009 ADD COMMENTS

Finalmente le strade si tingono di bianco, i fiocchi danno un tocco di allegria al paesaggio e l’aria fredda mi porta i consigli di Odino. La aspettavo da giorni, anzi da mesi, perché per me la neve è un regalo degli Dèi (dico sul serio).

Venerdì mi sono alzata presto, era ancora buio, ma io ero lì fuori coi miei cani che gioivano insieme a me. Verso le sette e mezza sono andata al solito bar a fare colazione. Niente. Era chiuso. Poi ho attraversato la strada dove si trova la scuola per bambini. Un casino della madonna, le macchine in fila che si suonavano i clacson a vicenda con le mamme sopra quei carri armati prese dal panico perché non sapevano muoversi sopra il giacchio. Ma io dico una cosa? “Brutte stupide cretine! Vi costava troppo uscire di casa a piede? Non provate mai a togliere i vostri culi grassi da quel dannato sedile? Ma che è tutta questa baraonda? Qui c’è gente che vuole godersi la giornata!” Poco dopo ho trovato un altro bar. Il cappuccino faceva schifo, ma il cornetto era buono.

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“Per Bacco, che casino stamattina eh?”, disse un uomo ad un altro, “eh già, con tutta questa neve non ho potuto togliere la macchina dal garage, sono dovuto venire a piede!”. Ma povero cocco! Ve rendete conto? A dovuto fare due passi!  Ma vaffaculo cretino!Insomma, mentre io mi godevo una stupenda giornata bianca, la gente impazziva perché non poteva usare la macchina, piuttosto che andare a giocare sulla neve coi propri figli, coi cani o con gli amici. Ma che è? La gente non si diverte più? Infatti no. Sono stata catapultata in questo mondo di persone amareggiate, fesse e ignoranti. Povera me! Comunque, andiamo avanti perché il peggio è stato oggi, perché sebbene le strade sono state pulite (e tanto di cappello al comune che ha saputo gestire bene la situazione in un paese dove nevica una volta all’anno), il problema erano i marciapiedi. Le persone civili pulirono il marciapiede davanti alla propria casa, infatti, il mio vicino è uscito con una specie di trattore che aveva una pala davanti e ha pulito anche il mio (grazie vicino!), ma qui ci sono tanti imbecilli che non hanno voglia di fare niente. D’accordo, la cosa non è gravissima, ma se ognuno avesse fatto il suo dovere, avremmo evitato molti disaggi, soprattutto agli anziani.

Ma il colmo è quando un esercizio commerciale, che campa coi nostri soldi, se ne fotte altamente della sua clientela abbandonando il marciapiede al proprio destino. Infatti questa mattina sono andata al “Bar X”, quello che venerdì era chiuso, e mi sono trovata davanti alla porta un tappeto di giaccio degno di una pista di pattinaggio. Ho dovuto aggrapparmi alle macchine parcheggiate per non cadere per terra. Ma io dico una cosa: “Dove cazzo rimane il rispetto per quelli che ti danno da mangiare? Brutte zoccole che non siete altro. Lo vuoi pulire quel cazzo di marciapiede? Eh? Così almeno fai un po’ di sport e dimagrisci quel culo di cento chili e passa.”

Conclusione: C’è una pochezza di pensiero in giro che talvolta mi lascia a bocca aperta. Mi sono rotta le ovaia di vivere circondata di mediocri. E’ così facile essere civili che fa troppa fatica. Ad ogni modo nessuno è riuscito a rovinare la gioia che ho provato vedendo le strade innevate. Tiè! Tiè!

Ah! Dimenticavo! Odino, Thor, Freija e tutti gli altri Dèi del Nord sono rimasti indignati, più di me, dal comportamento delle persone. Detto fra noi, mi hanno riferito che non faranno più cadere la neve su questo paese della minchia.

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Mercatino Natalizio di Arezzo

Posted by She Warrior On December - 19 - 2009 ADD COMMENTS

Scheda dell’evento:

Luogo: Centro storico di Arezzo
La mia impressione: il mercatino bruttissimo, ma vale la pena la mostra delle donne e i negozi del corso
Data: Boh! (2009)
Info: Boh!

Dopo la delusione di Firenze siamo andati ad Arezzo, Blaesus VI voleva farmi dimenticare l’immagine di Babbo Natale che si faceva pagare per farsi una foto e di tutti quei mocciosi che correvano su e giù in quella tana riempita di ipocrisia. Siamo arrivati che erano già le cinque. La prima cosa che ho fatto è stata entrare in tabaccaio a comprare le sigarette (ma voi non fumate!). Il povero commesso era stato appena operato da emorroidi, la moglie lo aveva lasciato, e il prete del quartiere le aveva fatto vedere l’uccello. Ho intuito tutto questo dal suo sguardo e dalla sua cattiva educazione. A dire il vero avrei voluto lanciargli una maledizione in lingua elfica, ma la mia pronuncia è ancora scarsa. Sarà per la prossima volta. Cosa dire del mercatino? Vediamo se riesco a trovare una parola gentile…no. Non ci riesco. Una merda.

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Gli stand erano gli stessi del mercatino settimanale del mio paese, soltanto che c’erano luci natalizie dappertutto, anche se c’era uno stand un po’ diverso dagli altri, con prodotti fatti (male) a mano, allora mi sono avvicinata. Sopra il tavolo c’era una specie di urna con un cartello attaccato che diceva qualcosa tipo “Donate qui. Grazie del vostro supporto.” Mentre lo leggevo la commessa si avvicinò: “E’ per aiutare i bambini della nostra cooperativa, i prodotti sono fatti da loro, il ricavato andrà per salvare gli orsetti di peluche dagli orchi malvagi…” Siccome accanto a me c’era Blaesus VI, che sempre si vergogna del mio atteggiamento, ho dovuto trattenere i miei impulsi e fingere di essere una persona normale: “Grazie. Arrivederci.” Ma siccome tanto tempo fa sono stata maledetta da un Nano da Giardino, e da quel giorno qualsiasi cosa io stia pensando si riflette sul mio bellissimo volto, Blaesus VI si senti imbarazzato e poco dopo mi rimproverò: “Ma è possibile che non riesci ad essere gentile? La signora ti stava soltanto raccontando della cooperativa!” Poveretto! Llui non riesce a cogliere il paraculismo nascosto dietro la maschera delle buone intenzioni. “A me non me ne frega un tubo se l’acquisto di un prodotto serve per aiutare i bambini del Bongo Bongo. Quando compro qualcosa mi deve piacere l’oggetto e non mi importa nient’altro. Intesi?”Come stavo raccontando, il mercato era immondo, ma in compenso i negozi erano molto belli e le vetrini originali e molto curate. Ho trovato almeno tre botteghe di antiquariato, con pezzi veramente unici e anche stravaganti; un negozio di ceramica stile Deruta niente male, e un’alimentare che vendeva soltanto prodotti locali a prezzi poco modici ma va bene lo stesso.

Per fortuna c’era una mostra realizzata da un gruppo di signore della terza età, di quelle che uno immagina prendendo il tè e parlando con la erre moscia, disquisendo sull’importanza del loro ruolo nella comunità e sulla filosofia delle piante da giardino. Quindi, siamo entrati nel locale e devo dire che ciò che vendevano/esponevano era degno di un mio acquisto: articoli di lana quali coperte, sciarpe, ecc, tutti fati a mano, stoffe ricamate, servizi da thè dipinti a mano, insomma, articoli veramente genuini. Alla fine mi sono comprata un cappello di lana molto carino.
Conclusione: Arezzo è una bellissina città, in più l’ho trovata molto pulita (almeno nel centro storico), un luogo che vale la pena visitare questo Solstizio d’Inverno.

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Florence Noel

Posted by She Warrior On December - 19 - 2009 ADD COMMENTS
Scheda dell’evento:
 
Luogo: Stazione Leopolda di Firenze
Data: Fino al 13 dicembre  2009 (grazie el cielo è finito!)
La mia impressione: Fa schifo
Info: Non ve la do!

 Il Dio Odino, che spesso vieni a trovarmi, mi dice sempre: “Lucia sai che ammiro la tua intelligenza, per questo sei la mia Prediletta, ma mi sa che talvolta esageri. Filosofi troppo su questioni irrilevanti, perché non ti dedichi alla caccia al cinghiale piuttosto che trovare il pelo nell’uovo a tutte le cose?” Forse ha ragione, dopotutto è un Dio molto saggio e potente, ma vorrei che capisse che io filosofo troppo soltanto sulle cose che mi toccano da vicino. Mi spiego meglio: se il mio vicino è cattivo coi bambini a me non me può fregar di meno, ma se invece vado a un mercatino di natale, dove mi fanno pagare un bliglietto di sette euro e cinquanta, e poi risulta che ciò che vedo non solo non vale sette euro e cinquanta, ma in più non corrisponde alla realtà pubblicizzata su Internet, cosa dovrei fare? Ebbene si, mi faccio una bella “filosofata” perché è la rabbia la mia più grande Musa.

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Ovviamente sto parlando di un fatto vero, di una mostra mercato che in questi giorni ha luogo a Firenze. Una mostra mercato che, secondo gli organizzatori, “E’ di qualità…con espositori selezionati.” In più, grandi e piccini avranno la possibilità di vedere la casa di Babbo Natale. Siccome Santa Claus ed io siamo grandissimi amici, ho pensato di fargli una sorpresa assistendo al lieto evento anche perché dopo essere stata allo splendido mercatino di Perugia, immaginavo che quello di Firenze sarebbe stato ancora più bello. Invece no.

Siamo arrivati alla città di Dante a mezzo giorno circa e dopo aver fatto un doveroso giro per le vie principali, anche nella speranza di trovare i discendenti di quello che alla fine del 1200 gli vendeva la droga allo scrittore, ci siamo avvicinati alla mostra mercato. Il biglietto costava, come vi ho già accennato, la modica somma di sette euro e cinquanta, ma “vale la pena”, mi sono detta tentando di convincere me stessa per non deludere il mio fidanzato che voleva conoscere il mitico Babbo Natale.

La prima impressione che ho avuto quando sono entrata è stata la seguente: “Questo luogo puzza d’ipocrisia.” Ma ricordando le sagge parole di Wotan ho soffocato i miei cattivi pensieri e ho iniziato allegramente a vedere gli stand, quando dopo quindici minuti circa mi sono accorta che li avevo visti tutti. Ebbene sì, la mostra mercato era quasi più piccola del salone di casa mia.

 Questa è una schifezza, mi disse una vocina che tentai di soffocare per non rovinare tutto. “Avviciniamoci per vedere meglio cosa vendono”, mi sono rivolta al centurione Blaesus VI. Non lo avessi mai fatto! Sarebbe stato meglio rimanere con quella prima impressione: “Il mercato è piccolo, la gente è ipocrita, ma ci sono cose carine”. Fra i prodotti degli espositori selezionati raccomandati c’erano pupazzi “Made in China”! Ma non era una mostra di qualità? Va beh sarà una coincidenza. Ma al terzo prodotto proveniente dalle terre di Mao Tze Tung  ho capito che ero sul posto sbagliato. “Beh…almeno voglio salutare Babbo Natale, dopotutto sono venuta qui per questo. Chissà cosa penserà quando mi rivedrà!”, ma la delusione è stata grande quando ho visto che era molto impegnato facendosi pagare da un gruppo di mamme rincretinite per avere una foto del figlioletto insieme a lui. Penso che non le parlerò per un bel po’ di tempo. “Ok ho capito”, disse Blaesus VI che nel frattempo avrebbe voluto tagliarmi la testa col gladio per la mia mancanza di adattamento (alla mediocrità), “andiamo via.”

Ciliegina sulla torta: Sul sito dell’evento c’è scritto: “Ghiaccio Polare … una suggestiva e luminosissima scenografia natalizia che stupirà grandi e piccini e farà’ volare la fantasia verso il lontano, candido, incontaminato, mondo del Polo Nord!” Su una cosa sono stati sinceri, cioè che bisogna far volare la fantasia, perché il “ghiaccio polare” non era altro che una stupida macchina messa all’esterno che sputava neve artificiale. Questa “neve” occupava uno spazio non superiore ai 3 metri quadrati, quindi, bisognava essere davvero fantasiosi per immaginare  il “candido e incontaminato Polo Nord” (ma che è una poesia scritta da Golum?). 

Conclusione: Non datemi retta, io sono una che filosofa troppo. Parola di Odino. Se avete qualche soldo da buttare andate a Florence Noel, tanto non sarò io a cambiare il mondo.

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Mercatino Natalizio di Perugia

Posted by She Warrior On December - 19 - 2009 1 COMMENT

Scheda dell’evento 

Luogo: Vie del centro storico di Perugia e Rocca Paolina
La mia impressione: Ottimo! Consigliatissimo
Data: Dal 5 al 23 dicembre 2009
Info: box@akanto.it

Dopo l’orrendo mercatino natalizio di Todi, dove i suoi abitanti sembrano tutti imparentati col mitico Jacopone (e secondo me la sera si frustano per espiare i propri peccati, altrimenti non mi spiego quelle facce da culo), sono andata a Perugia e mi è piaciuto! 

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Perugia è una città bellissima, e non parlo dei monumenti o dei negozi, parlo della gente. Lì si respira un aria di civiltà, Perugia ha un’aura particolare. La gente è cordiale e girano tutti coi cani, piuttosto che con quei passeggini da bambino viziato che sono grandi quanto un suv, ciò mi fa pensare che i perugini siano persone intelligenti. Siamo arrivati verso le dieci e mezza (il Nano da Giardino è rimasto in macchina), Blaesus VI voleva mangiare. Il suo allenamento da centurione richiede l’assunzione di moltissime calorie al giorno; calorie che puntualmente vanno a finire sul suo addome, ma questa è un’altra (triste) storia.  

Ci siamo avviati verso il primo mercato, quello dei prodotti biologici e di artigianato locale nelle vie del centro storico. Come sempre sono partita prevenuta perché la parola “biologico” viene spesso sfruttata e in più, nei contesti dei mercatini alcuni prodotti di bassa qualità vengono esposti insieme a quelli buoni, e tutto si confonde.  Inoltre, non so per quale motivo, molti proprietari delle aziende bio hanno la puzza sotto il naso (anche se secondo me la puzza proviene da un’altra parte. Ma dell’igiene personale parlerò in un altro post). Invece, in questo caso, mi sono subito ricreduta: i prodotti erano ottimi e i prezzi giusti e, come vi ho accennato prima, non c’erano soltanto alimentari, bensì prodotti di artigianato locale, come ad esempio Fiori di Bach, sacchettini di lavanda, abiti di lana fatti a mano, pupazzi e articoli con materiali riciclati come agende e taccuini in stile medievale …il tutto fatto dalle manine degli italiani che tanta voglia hanno di lavorare. Un vero miracolo!

Gli espositori sembravano direttamente usciti dal Festival di Woodstock ed erano tutti gentili, anche se qualcuno, secondo me, ancora non aveva scoperto le proprietà benefiche del sapone. Poi siamo andati al secondo mercato, quello dei prodotti gastronomici, il quale è piaciuto di più a Blaesus VI, che dopo un’ora e passa senza mangiare iniziò a guardarmi male, “d’accordo andiamo! Su, adesso mangia questa caramella per ingannare lo stomaco”, ma lo stomaco del centurione è furbo come la volpe. 

Beh, che dire? Niente male neanche questo, ma troppo pieno secondo i miei gusti, quindi ho tentato di uscire in fretta perché tutta quella massa di sconosciuti mi faceva venire il mal di testa. “Signorina, vuole assaggiare questa bevanda?” diceva la voce di una ragazza da dietro uno stand. La bevanda, servita calda, era a base di mele, cannella, e altri ingredienti segretissimi la cui ricetta originale è custodita da un nano che abita sotto un cumulo di pietre, no posso dirvi di più altrimenti verrei uccisa. “Una vera delizia!” E lo dice una che ha banchettato nel Valhalla centinaia di volte! 

Ma il meglio sta ancora per arrivare: la suggestiva mostra mercato nella Rocca Paolina. A parte il contesto, quasi fuori dal tempo, che si addiceva molto bene al tema natalizio, i prodotti erano di ottima qualità ma quel che più ha richiamato la mia attenzione fu che trovai una certa etica in tutto ciò che era esposto. Mi spiego meglio: molti dei materiali utilizzati erano a basso impatto ambientale e riciclati. Poi, è stata data un’enorme attenzione alla medicina cosiddetta alternativa, ai giocatoli fatti a mano, ai materiali duraturi come il legno e il cuoio e ai dolci tipici di questo periodo. Inoltre ho trovato espositori provenienti dall’estero: c’erano, se mal no ricordo, i salumi della Germania, i deliziosi biscottini inglesi, artigianato orientale ed altro ancora. Insomma non ho trovato le solite porcherie “Made in China”, oppure oggetti osceni quali le Winx o vestiti  fatti in serie. Niente di tutto ciò c’era in questo terzo mercato (beh…a dire il vero nemmeno negli altri due), tutto ciò mi fece sentire a casa e desiderosa di vedere più eventi come questo, perché nessun oggetto era uguale ad un altro. Chi ha acquistato a Perugia si sarà  sicuramente portato a casa qualcosa di genuino, sia da mangiare, da mettersi addosso o da sistemare come sopramobile. 

Conclusione: Evento altamente consigliato per quattro motivi, primo perché, a differenza della porcata di Firenze, non si paga il biglietto di ingresso; secondo perché è una manifestazione che vi occuperà tutto il giorno e non vi rimarrà tempo per annoiarvi; terzo perché è un mercato Vero, genuino e con prodotti di qualità ad un prezzo equo, quarto perché se piace a me, che ho la Verità in tasca, significa che è degno di attenzione.
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Il mio vero nome è Lucia, ho 23 anni e sono appassionata di storia antica, fantasy e mitologia, ma anche di natura e sport. Attualmente abito in Toscana insieme al mio fidanzato, alla mia cagnolina Tanaquilla e al Nano da Giardino (che mi da il tormento ogni volta che può). Sono 1/3 italiana, 1/3 spagnola e 1/3 culomondista (per motivi di privacy non voglio dire il nome della nazione). Tutti i commenti sono benvenuti, specialmente quelli che segnalano errori ortografici! Attualmente il blog è bilingue (italiano-spagnolo) ma molto presto saranno aggiunti nuovi post in inglese.

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