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September , 2010
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Il Blog di She Warrior

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Archive for the ‘Film’ Category

Un film molto carino che prende per il culo il fantasy (Gentlemen Broncos)

Posted by She Warrior On September - 2 - 2010 ADD COMMENTS

Scheda:
Titolo originale: Gentlemen Broncos
Genere: commedia demenziale
Anno: 2009

Per puro caso mi sono ritrovata insieme al Nano da Giardino a guardare questo film scaricato da internet dal Centurione (anche qui per puro caso). Gentlemen Broncos è una commedia americana che personalmente definisco demenziale, inoltre, una presa per il culo della letteratura fantasy e del mondo che circonda gli aspiranti scrittori. La critica sconsiglia la sua visione, ma la critica non capisce niente, quindi leggete la mia dannata recensione e poi, se vi interessa, guardatelo.

 Trama

Benjamin è un adolescente che vive con sua madre (una pseudo stilista che per guadagnare un po’ di soldi vende delle palle di pop corn) e fin da piccolo coltiva la passione per la scrittura. Un giorno partecipa ad una convention letteraria dove conosce il suo idolo, il romanziere fantasy Ronald Chevalier, a chi consegna il suo romanzo fantascientifico I Signori del Lievito, sperando di vincere il concorso. Inoltre, conosce una coppia di amici (Lonnie e Tabatha) che, dopo aver letto il suo romanzo, gli propongono di fare un film.

Chevalier però, preso da una crisi di creatività o forse di pigrizia, decide di plagiare il romanzo di Benjamin e di denunciare i produttori del film per aver portato il suo romanzo sul grande schermo.

Perché non è piaciuto al pubblico?

Le persone che sconsigliano la visione di questo film difendono la loro posizione dicendo che “la pellicola non ha senso…le battute non fanno ridere…gli effetti speciali sono indecenti…” ed altre idiozie simili. Ma adesso vi spiego io come stanno le cose:

1) il film è demenziale e bizzarro, quindi, sebbene la trama sia lineare e, in apparenza, abbia un senso compiuto, i personaggi, la ambientazione e le situazioni sono non-sense, insomma, il film è volutamente fatto in questo modo; 2) Gentlemen Broncos non è un film comico e anche se certe scene facciano ridere (soprattutto le rappresentazioni della storia I Signori del Lievito) non è questa la sua prerogativa; 3) gli “effetti speciali” sono una parodia, quindi, anche in questo caso, l’indecenza è voluta.

Allora, intendiamoci: Gentlemen Broncos non è un capolavoro e ovviamente può non piacere (infatti il Nano da Giardino ha detto che faceva schifo), la cosa importante però è capire che di che tipo di film stiamo parlando.

La ambientazione e i costumi non hanno senso

In quali anni si svolge la storia? Beh…è un vero mistero! Appena iniziato il film credevo fosse negli anni sessanta o settanta, ma dopo qualche istante ho visto un apparecchio televisivo modello anni novanta nella camera da letto di Benjamin. Poi però qualcosa mi ha riportato nuovamente indietro nel tempo, non ricordo esattamente cosa, ma probabilmente erano i vestiti che indossava la mamma del ragazzo. Andando avanti con la pellicola si hanno in continuazione questi “spostamenti temporali”, ovviamente voluti. Così scopriamo che i computer esistono (eppure internet) ma Benjamin scrive un racconto a mano e lo sistema in una cartellina con un collage come copertina (come si faceva negli anni ottanta, ve lo ricordate?); ci sono i cellulari e anche gli auricolari ma in giro vediamo macchine degli anni settanta ottanta. I look dei personaggi è molto stravagantee , ad eccezione di Benjamin il cui abbigliamento definirei “neutro”, si vestono in maniera bizzarra: così l’angelo custode di Benjamin somiglia a uno dei cugini di campagna, Lonnie ha dei gesti che lo fanno somigliare a una caricatura, Tabatha si veste come negli anni novanta, e Judith (la mamma di Benjamin) sembra una lolita tardona in sovrappeso.

I personaggi non hanno senso

Sembra quasi che abbiano voluto fare in modo che Benjamin si muovesse in un contesto demente e fosse circondato da persone con le rotelle fuori posto, così come accade nei suoi romanzi. E forse è stato così. Infatti le persone con cui ha a che fare il protagonista, e le situazioni in cui si vede coinvolto, sono strane e improbabili: dall’introduzione di un angelo custode (procuratogli dalla madre), al modo in cui il suo romanzo diventa film fino ad arrivare a quelle strane palle di pop corn incollato con non si sa che cosa che sua madre cucina per vendere. Beh…a dire il vero noi amanti del fantasy talvolta viviamo situazioni fuori dal normale e il nostro mondo somiglia un po’ a quello di Benjamin!

Un film da capire

Sicuramente non è un film per tutti perché è molto particolare. Per capire Gentlemen Broncos bisogna guardare oltre, lasciarsi trasportare dalle situazioni ma allo stesso tempo analizzare perché ci vengono presentate in questo modo e non in un altro, dire che “non ha senso” è una stronzata! E’ molto sempliciotto! Domandatevi perché non ha senso (o così sembrerebbe). Bisogna svuotare la testa da quell’idea che vuole le commedie con lo stesso finale e la stessa inequivocabile morale.

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Crudo & Semplice – Film Documentario – DVD

Posted by She Warrior On September - 2 - 2010 ADD COMMENTS

Un film documentario indipendente che testimonia un esperimento unico al mondo per guarire il diabete, una malattia sempre più diffusa tra adulti e bambini a causa di scorrette abitudini alimentari ed esistenziali.

Con una dieta naturale basata su cibo biologico, frutta e verdure crude è possibile prevenire e ridurre il diabete. Cinque pazienti cronici di diabete accettano e portano a termine la sfida di smettere di mangiare carne, latte e derivati, zucchero, carboidrati, caffè, soda, cibo spazzatura, cibi confezionati e persino gli abituali cibi cotti, pur di disintossicarsi.

Senza alcool né sigarette, al bando ogni tipo di dipendenza, per ben 30 giorni si avventurano con sorprendente coraggio in una radicale disintossicazione.

Il Dr. Cousens, nutrizionista e medico olistico americano, sottopone i pazienti a visite e check up completi due volte al giorno: i progressi dei pazienti vengono monitorati costantemente, per incoraggiarli a continuare anche nei momenti di difficoltà. Senza nemmeno la dose di farmaci quotidiani, i pazienti riescono a ridurre il tasso di zucchero nel sangue e il bisogno di iniezioni di insulina. Il film segue il viaggio toccante e vero di questi protagonisti, mostrandoci le trasformazioni fisiche ed emozionali che la dieta ha portato loro, insieme ad un nuovo stile di vita, più sano e gioioso.

Una dieta semplice e ricca di frutta e verdure crude può guarire i disturbi fisici e cambiare la vita! Un film che ci mostra che dalla Natura viene sempre la migliore e più vera medicina!

Crudo & Semplice - Film Documentario - DVD

Da non perdere

Prezzo € 18,00 (-20%)

LINGUE: italiano ed inglese

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Recensione del film George and the Dragon

Posted by She Warrior On August - 30 - 2010 ADD COMMENTS
Scheda:
Titolo originale: George and the Dragon
Genere: fantasy
Anno :2004

George and te Dragon è ciò che definisco “un film caruccio”, ma prima di iniziare ci tengo a precisare bene perché questo film mi è piaciuto ed altri più rinomati, come Robin Hood, Eragon e così via invece non sono stati graditi. La questione è semplice: George and the Dragon è un po’ come Gwyn la Principessa dei Ladri, vale a dire un filmetto di un’oretta e mezza senza nessuna pretesa, un prodotto umile che non incita il pubblico alla visione dicendo “guardate: abbiamo speso 150 milioni di dollari per questa merda secca e poi si vede anche il culo della Jolie!” (poi, detto fra, noi mi domando quando vedremmo l’uccello di Brad, ma questo è un altro argomento). George and the Dragon è un film fatto “alla meglio” e il trailer ti dice qualcosa come “guarda: sono un film da quattro soldi con un drago fatto al computer che fa schifo, ma se vuoi passare un’ora e qualcosa in assoluta spensieratezza puoi scaricarmi da internet come ha fatto Lucia”.

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Questo è il succo della questione ed ecco perché George and the Dragon è cento volte meglio di certe cagate fantasy “famose”, perché non mi hanno venduto fischi per fiaschi, in altre parole: sapevo a cosa andavo incontro quindi mi sono messa l’anima in pace, ho accesso il computer e vai col tango!

Trama

George è un cavaliere di ritorno dalle Crociate che desidera ritirarsi dalla vita militare e comprare un pezzo di terra dove allevare bestiame e vivere in tranquillità (più o meno come voglio fare io). Per concludere l’affare decide di aiutare il padrone del luogo, Re Edgaar, a ritrovare sua figlia scomparsa (la principessa Lunna). Nella ricerca della principessa oltre a George sono impegnati anche Garth, il promesso sposo di Lunna, e un gruppo di mercenari con a capo il cavaliere nero El Cabillo.

 Un po’ di appunti

Il film inizia con una voce fuori campo che ci introduce nella storia e ci presenta i protagonisti del film. L’inserimento di un narratore mi è sembrata una buona idea soprattutto perché potrebbe semplificare non di poco la comprensione dei fatti accaduti in percedenza, peccato però che questo narratore risulterà essere Wyrn, un giovanotto del villaggio di George che non poteva essere a conoscenza di certi avvenimenti, di conseguenza non poteva narrarli, senza contare inoltre che ad un certo punto la voce sparisce nel nulla. Insomma non si è capito un beneamato cazzo…era Wyrn a raccontare una storia che era successa diversi anni fa? Se la risposta è affermativa: come sapeva, ad esempio, che il prete era sfuggito ad un’impiccagione prima di conoscere George? Inoltre, perché ad un certo punto la voce sparisce? Se invece la risposta è “no”, quindi la storia si svolge nel presente, che cazzo c’entra la voce narrante? Va bene, su lasciamo perdere che è meglio.

Adesso però analizziamo la figura de “El Cabillo” che veramente non ho capito quale ruolo occupasse. Tarik, l’amico musulmano di George, sconfigge il vecchio “Cabillo” e quindi diventa lui il Cabillo, ok? Mi seguite? Poi va in giro per i boschi con la sua banda di parassiti e non dà nemmeno un’ordine, non dice una parola, zitto! Finchè ad un certo punto, quando parla, i suoi uomini si ribellano! Mah…

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Veniamo invece alla bravissima attrice che interpreta la principessa Lunna. A dire il vero vorrei complimentarmi con lei perché non ho mai visto un’attrice così espressiva  che riuscisse a trasmettermi l’intensità e le passioni psicologiche vissute dal suo personaggio…beh…a dire il vero ne conosco soltanto una: Monica Bellucci! Ok, stavo scherzando ovviamente, l’attrice che interpreta Lunna fa schiffo, ma la colpa è in parte della doppiatrice che fa cagare (infatti ho voluto sentire il film originale e Lunna è molto più espressiva, anche se comunque somiglia alla Bellucci!).

Sebbene siano passati due giorni dalla visione del film, continuo ancora a domandarmi perché Garth abbia vestito una principessa pelle ed ossa con una cotta di maglia che dovrebbe pesare non meno di dieci chili e per di più per andarla a sposare? Non è che per caso (per caso eh!) si è deciso di fare così perché poco dopo si sarebbe scatenata una risa? (in questo modo Lunna sarebbe già stata pronta con i vestiti adatti).

Per ultimo il drago (che per fortuna appare pochissimo) è qualcosa di orrendo, di indecente, una “cosa” indegna di un film. Vi avverto: aspettatevi effetti speciali tipo anni settanta. Non aggiungo altro.

Ma ci sono anche delle belle notizie! Yeahhh!

Inizio dicendo che il film scorre bene, non è né molto lento né molto veloce, diciamo che i tempi sono giusti (infatti dura solo un’ora e mezza, quando un fantasy standard dura almeno un’ora e cinquanta), quindi non c’è tempo per annoiarsi. Inoltre gli amanti delle ambientazioni medievali classiche rimarranno soddisfatti: ampio spazio è occupato dai boschi e dai laghi, ma anche da antichi castelli e i protagonisti si muovono perlopiù a cavallo (e non come in certi film che pur di risparmiare vano a piede!). Le atmosfere non sono cupe o di foreste misteriose “alla Merlin” ma la fotografia ha un colore autunnale che personalmente trovo molto rilassante.

Anche il finale è carino e per certi versi non prevedibile. Insomma, è ovvio che la principessa consegnerà le sue virtù a George, questo lo avevo capito prima di premere play sulla tastiera, ma diciamo che non è il classico finale da sfigati dove si sposano e poi si riproducono.

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Ringrazio il Nano da Giardino per aver guardato il film insieme a me.

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Recensione film L’apprendista stregone

Posted by She Warrior On August - 23 - 2010 12 COMMENTS

Scheda:
Titolo originale: The Sorcerer’s Apprentice
Anno: 2010
Genere: nessuno

Sinceramente non so cosa dire, e non so nemmeno perché sto scrivendo questa recensione, in più, non era nei miei piani vedere questo film, ma facciamo un passo indietro e vi spiego un attimino la faccenda:

Ultimamente, per motivi personali, sono costretta ad evadere la realtà, quindi mi guardo due o tre fantasy al giorno incluso mi rivedo quelli che ho visto in passato. Allora il Centurione, che mi vuole tanto bene, desideroso di collaborare con questa mia evasione, ma ancora non avendo capito quale è il tipo di fantasy che mi piace, si ha preso la smania di scaricare da internet qualsiasi film con effetti speciali perché convinto che si tratti di fantasy. Così oggi pomeriggio appena rientrata in casa vedo il mio fidanzato che mi sorride dalla poltrona: “Lullu ho scaricato un film che ti piacerà! Dai vieni!”, mi disse, “Davvero? E cosa hai scaricato?”, domandai io un po’ preoccupata, “L’Apprendista Stregone…è un fantasy!”, rispose lui tutto contento convinto che io gradisse. E fu così che finì per guardare questo film che, ripeto, non avevo nessuna intenzione di vedere.

Visita la mia libreria fantastica!

Molto spesso mi capita di dire che “il film tale è una merda” oppure che “il film tale è ridicolo”, ma in questo caso non saprei nemmeno cosa dire e L’Apprendista Stregone è probabilmente uno dei film più noiosi che abbia mai visto perché non riesco nemmeno ad insultarlo!

La trama è di una banalità incredibile e nonostante gli effetti speciali e la scena con le macchine in corsa alla Fast & Furious mi sono addormentata. Inoltre, alla noiosità del film dobbiamo anche aggiungere la recitazione della Bellucci una donna che non è adatta nemmeno per la recita scolastica di fine anno.

L’Apprendista Stregone non è né carne né pesce, non si capisce nemmeno il genere:

-Dovrebbe essere un urban fantasy ma secondo me stiamo confondendo il fantasy con gli effetti speciali. Qualcuno mi può dire che c’è di fantasy in questo film? (a parte il titolo e che ogni tanto qualcuno nomina Merlino). Ve lo dico io: non c’è nulla! C’è un tizio vestito come un metallaro che spara palle di colore azzurro contro un altro tizio vestito come un duca gay.

-Ma se non è fantasy allora è una commedia? Ma no! Ovviamente c’è la solita storia d’amore (credevate di cavarvela senza?Ma dove vivete?) ma non è una commedia anche perché a dire il vero fra gli “innamorati” quasi non c’è dialogo.

-Allora è un film di azione? No. Nemmeno questo è il genere, ma certamente non si sono fatti mancare una scena (o sceneggiata?) con le macchine in corsa in mezzo alla città dove puntualmente abbiamo visto la pubblicità di Yahoo, le Mentos e chissà quante altre marche che mi sono sfuggite.

Visita la mia libreria fantastica!

Conclusione

L’Apprendista Stregone non è un bel niente, è una nullità. Non è un film bello, non è un film brutto, non è un film emozionante, non è un fantasy, non è un film di azione…L’Apprendista Stregone non è un film.

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Recensione del film Tristano e Isotta

Posted by She Warrior On August - 20 - 2010 ADD COMMENTS
Scheda:
Titolo originale: Tristan & Isolde
Genere: medievale
Anno: 2005

Iniziamo subito chiarendo che non è un fantasy e nemmeno un film di avventura, ma d’altronde il titolo è “Tristano e Isotta” e non “Le avventure di Tristano”, quindi posso dire con assoluta tranquillità che, almeno nel titolo, è un film onesto.

Tristano e Isotta è una storia d’amore ambientata nel Medioevo con qualche sbudellamento all’inizio e alla fine del film, ma non è in nessun modo un film epico-cavalleresco e la trama di certo non brilla per la sua originalità.

Ti piace il fantasy? Visita la mia libreria fantastica!

Il mito

La storia di Tristano e Isotta che noi conosciamo risale al Medioevo ma, come tutte le storie medievali, si rifà ai miti pagani e a storie antichissime narrate nella notte dei tempi. Inoltre, ha molte analogie con la leggenda babilonese di Piramo e Tisbe, tramandata da Ovidio nelle Metamorfosi, che ha inspirato il furbetto di Shakespeare nella stesura di Romeno e Giulietta (ma dei plagi di Shakespeare mi occuperò un’altra volta!). La versione scritta del mito è stata curata dallo scrittore anglo-normanno Tommaso d’Inghilterra fra il 1172 e il 1175.

In poche parole, si racconta la storia di due giovani che si innamorano perdutamente dopo aver bevuto per errore un filtro d’amore e per alcuni anni vivono la loro passione in maniera clandestina perché Isotta è sposata con il re Marco, lo zio di Tristano, finchè entrambi si rifugiano nei boschi ma, dopo qualche anno, l’effetto della pozione inizia a svanire.

Il tutto ovviamente,condito dagli intrighi e i tradimenti di corte.

Il film e la trama

“I principali clan inglesi pianificano una coalizione per far fronte alle forti pressioni belliche dell’Irlanda, ma le truppe nemiche attaccano di sorpresa compiendo una carneficina. Rimasto orfano, il giovanissimo Tristano verrà cresciuto da Lord Marke, potente signore a capo della lega di tribù britanniche, e anni dopo, ferito in battaglia, arriverà sulle coste dell’Irlanda in fin di vita, dove verrà curato in segreto da Isotta, figlia del re d’Irlanda. I due giovani s’innamoreranno, e il loro amore travolgente finirà per influenzare il corso degli eventi, bellici e non, tra le due potenze in guerra.”  (dal sito di mymovies.it).

Lasciando da parte il fatto che il racconto di Tommaso d’Inghilterra è stato sconvolto, il problema è che il film ci propone la parte più sempliciotta dell’amore fra i due giovani e il mito originale viene spogliato di tutti gli elementi fantastici e simbolici tipici della letteratura celtica-pagana. Così non vedremo mai Tristano uccidere un drago o travestirsi da lebbroso e non ci saranno i filtri d’amore, gli intrighi a corte, i tradimenti o le scappatelle degli amanti piene di suspense. Nemmeno con tutta la buona volontà si riesce a credere nell’amore dei protagonisti, non c’è sofferenza, non c’è passione, non c’è emozione alcuna. La recitazione è vuota, i dialoghi stupidi e i protagonisti inespressivi.

Hanno voluto creare il solito film che tanto piace agli adolescenti e alle quarantenne divorziate: quello che parla dell’amore impossibile, dell’amore vero, dell’amore puro…ma per favore! Certo che se ci fossero riusciti non avrei nulla da obiettare, dopotutto sarebbe stata una bella storia d’amore ambientata nel Medioevo, insomma, niente male, ma devo dire che Tristano e Isotta è un film che emoziona soltanto agli imbecilli.

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Recensione del film In the name of the king

Posted by She Warrior On August - 16 - 2010 3 COMMENTS

Scheda:
Titolo originale: In the name of the king: a dungeon siege tale (traduzione: un fantasy del 2008 che sembra del 1980)
Genere: fantasy?
Anno: 2008

Questa mattina ho voluto iniziare la giornata di Ferragosto con un fantasy, quindi, ieri sera, sono andata a noleggiare In the name of the King (e sottolineo che erano anni che non andavo in videoteca, infatti, abbiamo dovuto rinnovare la tessera).

Guardare un fantasy di mattina, alle prime luci dell’alba, quando il mondo si risveglia dal riposo notturno, è un’esperienza molto appagante. Di solito guardo i fantasy la sera, tentando di creare un atmosfera “particolare”, con le luci spente, le candele accese e un po’ di incenso, ma vi garantisco che la mattina presto non c’è bisogno di aggiungere nulla, la magia c’è già nell’aria e non c’è bisogno di crearla artificialmente, inoltre, anche i film mediocri, come In the name of the King, possono risultare gradevoli, dovuto al fatto che ancora il nostro cervello (o almeno il mio!) si trova in quello stato di sonno-veglia e non riesce a distinguere bene la realtà.

Ti piace il fantasy? Visita la mia libreria fantastica!

Fatta questa premessa, e nonostante il fatto che sia riuscita a godermi il film, In the name of the King è una cagata pazzesca da ogni punto di vista. Ho visto cose peggiori, è vero, ma ciò non non toglie il fatto che sia una cagata, capito?

Trama

Farmer (“il Fattore”) è un contadino che vive con suo figliolo e sua moglie, un giorno però i mostri Krug, guidati dal potente mago Gallian, uccidono il piccolo e disseminano il terrore ovunque e sua moglie viene catturata e fatta schiava. Il mago Gallian, non si capisce bene per quale motivo, è alleato del duca Fallow, il nipote del re, e il suo obiettivo è quello di detronizzare il sovrano.

Cast

Nelle mie recensioni non mi sono mai occupata del cast, di solito non mi interessa, ma questa volta ho trovato dei volti fantasy familiari, quindi vorrei parlarne un po’.

Kristanna Loken: l’abbiamo vista nel ruolo di Brunilde, nel film The ring and the dragon. In In the name of the king invece, interpeta Elora, una donna appartenente a un popolo che abita fra gli alberi delle foreste.

Matthew Lillard: nel film Scooby Doo interpreta Shaggy, in In the name of the king invece, interpreta il folle duca Fallow.

Leelee Sobieski: nel film tv Hercules la abbiamo vista come Deianeira, in In the name of the king interpreta Miriella una maga figlia del mago di corte.

Ronald Francis Perlman: interpreta Norick, il mentore del Fattore, ha partecipato a Hell Boy, Outlander, Il nome della rosa, La bella e la bestia, ed altri ancora.

John Rhys-Davies: interpreta il mago di corte, lo abbiamo visto nel Signore degli anelli, Elena di Troia ed altri ancora e vi posso garantire che vederlo in In the name of the king ti fa venire voglia di piangere!

La mia opinione

- Fotografia scarsa, si ha la sensazione di stare a guardare un film degli anni ottanta.

- Le scenografie sono pietose, l’esterno del castello fatto al computer mi ha subito ricordato gli effetti speciali di Xena ed Hercules, che però erano soltanto dei telefilm e in più proposti negli anni novanta!

- I combattimenti iniziali contro i Krug, che tra l’altro sembrano i nemici dei Power Rangers (vedere per credere), sono privi di pathos e di qualsiasi altra emozione che non vedevo l’ora che finissero.

- Non c’è il sangue e la telecamera riprende i combattimenti molto da vicino, ciò fa somigliare il tutto a un litigio da stadio e sebbene i  combattimenti siano discretamente migliorati nella seconda parte del film con alcune scene e salti degni da videogioco la qualità rimane molto scarsa.

- In quanto al ritmo del film non saprei come definirlo, a me è sembrato estremamente lento, ma questo è stato dovuto al fatto che non sono riuscita ad immedesimarmi in nessuno dei personaggi né, tanto meno, a patire le loro pene e dispiaceri, ma obiettivamente parlando, il film scorre abbastanza veloce.

- Il doppiaggio è orrendo, talvolta hai la sensazione che i personaggi parlino da soli perché sono assolutamente scoordinati.

- Gli effetti speciali sono praticamente assenti (ma forse è un bene!).

- Il finale è sconclusionato e lascia aperte molte domande, ad esempio: cosa è successo con il duca Fallow?

- Ma le domande non riguardano soltanto la fine del film, un esempio? Non è mai stato spiegato perché Gallian faccia catturare dei prigionieri (a dire il vero credevo fosse per trasformarli in Krug, ma non era così).

- Un fatto positivo è stato sicuramente l’interpretazione di Matthew Lillard, nel ruolo di Fallow, e sarebbe valsa la pena dedicargli un po’ più di spazio.

- Fra una cazzata e l’altra possiamo ammirare alcuni paesaggi abbastanza carini.

- La musica ch accompagna i titoli di coda è bellissima!

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Il mio vero nome è Lucia, ho 23 anni e sono appassionata di storia antica, fantasy e mitologia, ma anche di natura e sport. Attualmente abito in Toscana insieme al mio fidanzato, alla mia cagnolina Tanaquilla e al Nano da Giardino (che mi da il tormento ogni volta che può). Sono 1/3 italiana, 1/3 spagnola e 1/3 culomondista (per motivi di privacy non voglio dire il nome della nazione). Tutti i commenti sono benvenuti, specialmente quelli che segnalano errori ortografici! Attualmente il blog è bilingue (italiano-spagnolo) ma molto presto saranno aggiunti nuovi post in inglese.

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