Recensione e opinione sulla poker room Poker Stars
Sono passati alcuni giorni dal mio ultimo post, addirittura forse delle settimane, e ciò ha una spiegazione: ho iniziato a perdere. Per la tranquillità dei miei familiari e amici però, vi dico subito che con “perdere” intendo che sono sotto di 12,00 euro e anche se talvolta sono riuscita a piazzarmi in terza posizione ciò non è bastato per farmi ricuperare. In questi “sfortunati” giorni mi sono domandata il perché di questa situazione e se ci sia qualcosa in me che mi blocca quando sono al tavolo, oppure se la poker room nella quale gioco non faccia più per me.
In questo post vorrei analizzare insieme a voi le partite che ho giocato sul sito più famoso del mondo, ovvero su Poker Stars, e capire i meccanismi che rendono scontenti molti giocatori, senza però rinunciare a prendermi le mie responsabilità ogni volta che qualcosa non è andata come dovrebbe.
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Il mio tipo di gioco
Dall’inizio, e dopo aver letto alcuni libri e consigli sui forum, il mio profilo è stato quello della giocatrice tight aggressive, ovvero di una persona che gioca solo ottime mani ma che quando entra in gioco lo fa in maniera aggressiva, puntando e difendendo le proprie carte e ciò mi ha procurato ottimi piazzamenti sia nei sit & go, sia nei tornei, poi però qualcosa è cambiato. Il mio gioco è diventato sempre più tecnico e ho iniziato a entrare nel piatto anche con mani che avevano una forza media ma che sarebbero potute diventare ottime mani, soprattutto quando mi trovavo nella posizione del bottone o il cut off. Non tutte le mani andavano però a buon fine, come è giusto che sia, d’altronde il Texas Hold’em è anche un gioco di fortuna (sebbene questa conti davvero poco, almeno nelle partite serie). Il problema risiede nel fatto che su Poker Stars, a causa della scarsa durata dei livelli e dello scarso numero di chips iniziali, una mano infelice ti può portare molto vicino alla rovina e per un giocatore tight è difficile ricuperare. Tutto ciò fa si che la persona interessata vada in tilt, oppure che sia invasa dal malumore e dallo scontento perché non è più capace di giocare come previsto. Inoltre, con un time bank di 60 secondi per tutta la durata di un sit & go non c’è tempo di calcolare gli outs e le pot odds, quindi si gioca un po’ alla cieca.
Di cosa ha bisogno un giocatore tight per dare il meglio di sé?
Visto che i tight giocano circa il 35% delle mani, e che può anche capitare che una di queste non vada a buon fine, la prima cosa di cui un giocatore tight ha bisogno è il tempo, ma come vedremo più avanti il tempo è denaro, la seconda invece è un numero di chips iniziali ragionevole. Su Poker Stars un sit & go standard ha livelli che durano soltanto dieci minuti e il numero di chips iniziali è di 1500 con bui che partono da 20 euro, ciò significa che i fantaeuro iniziali corrispondono a 75 BB e che dopo 10 minuti di gioco (quando i bui saranno saliti a 30) il giocatore avrà a disposizione soltanto 50 BB. Se un giocatore tight entra in gioco secondo le regole del proprio stile, mettiamo all’inizio del secondo livello (BB 30 euro), e la mano si chiude con una sconfitta, questo potrebbe perdere anche 300 fantaeuro, fatto che porterebbe il suo bankroll a circa 1200 euro che, con un BB di 30 euro, significa che dopo 10 minuti avrà a disposizione 40 BB. A questo punto, un giocatore che è abituato ad aspettare un certo tipo di mano può diventare nervoso se questa non arriva, inoltre no è detto che questa mano vada a buon fine (soprattutto perché su Poker Stars accade l’improbabile) e se ciò si verificasse la partita sarebbe quasi persa a causa dell’aumento del buio ogni 10 minuti e l’unica cosa che può salvarlo sarebbe un all-in.
Una partita con una struttura ragionevole per il giocatore (perché il concetto di “ragionevole” cambia a seconda il punto di vista e per chi gestisce la poker room questa parola ha un altro significato), che potrebbe avvicinarsi al gioco live, sarebbe quella di avere bui di almeno 15 minuti con un bakroll iniziale di minimo 100 BB. In questo modo i giocatori che intendono imparare hanno la possibilità di osservare i propri avversarsi per capire il loro gioco e a sua volta adattare il proprio stile a quello del tavolo e nel caso di una mano sfortunata (o di uno sbaglio) avere il tempo necessario per ricuperare senza andare in tilt o essere insofferenti come spesso accade (a me) su Poker Stars.
Il punto di vista delle poker room
Le poker room sono grandi aziende che guadagnano l’ira di dio e ogni minimo dettaglio è stato ben architettato dai gestori. Dalla grafica, fino ai messaggi pubblicitari, dalla scelta dei testimonial, fino alla struttura delle partite. Il tutto forma parte di un piano di marketing il cui unico obiettivo è fare profitti nel minor tempo possibile, ma ciò dovrebbe avere un limite. Loro sanno tutto di noi, hanno stimato quanto tempo dedichiamo al gioco, sanno qual è il profilo del giocatore della sera e di quello del pomeriggio e hanno le stime di quanto denaro un giocatore sarebbe disposto ad investire in un determinato periodo di tempo. Quindi, per loro, una struttura di gioco ragionevole deve considerare tutti questi fattori per poi portare un rapido guadagno.
Adesso facciamo un esempio
Mettiamo che il giocatore Pinco dedica al poker 3 ore al giorno (né più né meno). Pinco si alza presto la mattina, verso le 6, e fino alle 9 è seduto sui tavoli da 3 euro. Un sit & go standard (chips iniziali 1500, BB iniziale 20 euro, livelli di 10 minuti) dura circa 1 ora, quindi, nella migliore delle ipotesi, cioè se Pinco riesce ad arrivare sempre fra i primi 3, in 3 ore a disposizione Pinco riuscirà a giocare 3 partire da 3 euro c/u, ma siccome non si può vincere sempre, è probabile che Pinco ne giocherà 4 o addirittura 5 (vale a dire che spenderà fra i 12 e i 15 euro in tre ore di gioco).
Se invece le partite avessero una struttura più flessibile, ad esempio con un numero di chips iniziali di 2000 e con livelli di 15 minuti, una partita standard potrebbe durare anche due ore, quindi Pinco, con soli 3 ore a disposizione, non giocherebbe più di 2 partite (e se tutto va bene giocherebbe soltanto una perché non ha più tempo). E’ evidente che i guadagni per la poker room si riducono notevolmente se le partite sono più lunghe giacché gli introiti si riducono da 15 a soli 3 euro. Sebbene Pinco sia un personaggio fittizio potrebbe anche non esserlo perché ci sono molte persone che dedicano un determinato numero di ore (prestabilite) per giocare a poker e questo la poker room lo sa e la sua logica è quella di farti spendere la maggior quantità di soldi possibile nel tempo che hai a disposizione per giocare, altrimenti la struttura dei tornei e dei sit & go sarebbe diversa ma, come abbiamo appena visto, non è conveniente dal punto di vista del guadagno.
Su Poker Stars accade l’impossibile
Non voglio affermare, perché non è così, che Poker Stars è truccato (come dicono in tanti). Non c’è nessuna persona che controlla le carte che vengono distribuite ai giocatori, questo è pura fantasia. Poker Stars è vero e la distribuzione delle carte, come in tutte le altre poker room, è basata sugli algoritmi. Ma cosa è un algoritmo?
“Un algoritmo è un sistema di regole e procedure di calcolo ben definite che portano alla soluzione di un problema con un numero finito di operazioni.” In parole povere vengono date delle regole ai computer e a seconda di quelle regole questi distribuiscono le carte. A questo però punto la domanda nasce spontanea: quali sono queste regole? Cosa gli è stato detto al computer? La risposta non la so! (vi ho fregato!), ma facciamo un gioco: immaginate di avere una domestica molto intelligente (magari un robot) e ordinarle di raccogliere tutti gli oggetti per terra (che sono 52). Gli oggetti sono di 4 colori diversi: 13 di colore rosso, 13 gialli, 13 neri e 13 bianchi. La vostra domestica riceve l’ordine di buttare via questi oggetti ma:
-ogni 3 oggetti di colore bianco che trova in giro deve mettere 1 rosso dentro il cassetto
-inoltre, ogni 2 oggetti rossi che mette nel cassetto deve aggiungere anche 1 giallo
-ogni 3 oggetti che vanno a finire nel cassetto (a prescindere del colore) deve aggiungere uno nero
-per ogni 2 oggetti neri che vanno a finire nel cassetto deve aggiungere 1 bianco
Così, alla fine delle pulizie ci ritroviamo in questo modo:
4,3 oggetti rossi sono stati messi dentro il cassetto
2,15 oggetti gialli sono stati messi dentro il cassetto
3,22 oggetti neri sono stati messi dentro il cassetto
1,6 oggetti bianchi sono stati messi dentro il cassetto
Dando questi ordini alla domestica è evidente che gli oggetti di colore rosso sono favoriti nei confronti degli altri e tutto ciò senza che io abbia messo mano.
Nella poker room più famosa del mondo accade l’impossibile, non ho mai visto in vita mia tante figure sul tavolo, non ho mai visto legare il colore con tanta facilità e le vincite al river, quando tutto sembra ormai perduto, sono tantissime. Inoltre, i più attenti si saranno accorti che per circa due giri le carte sono le stesse, infatti non è raro vedere un A di cuore sul board e nella mano successiva ritrovarselo come poket e questo accade quasi sempre.
Sono questi i motivi che fanno si che non mi senta più a mio agio su Poker Stars e quando un giocatore, buono o mediocre che sia, non si sente comodo nella poker room in cui gioca è spesso distratto e adotta un atteggiamento quasi di sfida contro di essa, del tipo “vuoi vedere che adesso lega il tris al river…vuoi vedere che ha legato la scala al flop…” e infine “ma vaffanculo vado in all-in che è meglio!”, infatti, da ormai qualche settimana, tutte le mie partire finiscono in questo modo, un all-in con le carte più improbabili, quasi volesse provare che su Poker Stars accade l’impossibile (infatti tante volte mi sono salvata il culo!).
Facciamo spettacolo
Gli sguardi più attenti avranno sicuramente notato che su Poker Stars tutto è un grande spettacolo: gente che perde con AA perché al river qualcuno lega un tris di 2, board pieni di figure, giocatori che molto spesso vanno in all-in con il nulla cosmico e poi raddoppiano il proprio stack…insomma su Poker Stars si giocano partire intense dove l’impossibile diventa realtà e ciò attira molte persone desiderose di fare soldi facilmente che credono che questo sia un gioco di fortuna e che chiunque possa vincere, o addirittura diventare ricco, senza aver mai letto un libro, senza sapere cosa sia un check raise e senza conoscere la tabella di Sklanski.
Ma io sono per la libertà di pensiero e penso che chiunque possa credere e fare ciò che vuole, d’altronde si sa: la madre degli imbecilli è sempre incinta. Io sto semplicemente tentando di analizzare il mio problema, e forse quello di altri giocatori che col tempo, e i progressi fatti nello studio teorico del Texas Hold’em, all’improvviso si sono accorti di non avere più alcun ritorno economico e si domandano se ci sia qualcosa che non va, diventano depressi e smettono di credere nelle proprie capacità. Non fatelo! Continuate a giocare!
Per quanto mi riguarda ammetto che ho avuto un calo di attenzione e che certe partite non sono andate a buon fine perché ho sbagliato (pur sapendo di farlo), ma non me la sento di bacchettarmi più di tanto perché ho giocato in maniera scomoda e demotivata per tutto quello che ho appena elencato, sicuramente ho ancora tanto da imparare ma non lo farò più sul sito di Poker Stars.
Dove giocare?
Ognuno dovrebbe giocare sulla poker room dove si sente più comodo. Magari all’inizio, così come è stato per me, Poker Stars potrebbe andare bene (anche se io non ve la consiglio perché vi abituerete a giocare veloce e nel poker è fondamentale allenare la pazienza), ma magari no. Personalmente mi sono scaricata Party Poker e devo dire che è molto, ma molto meglio. Innanzitutto la struttura dei tornei è molto più ragionevole e c’è per tutti i gusti: in alcuni si parte con uno stack di 3000 fiches con BB di 20 euro e livelli di 20 minuti e ciò mi permette di prendermela con calma per i primi 40 minuti in cui mi dedico soprattutto ad osservare gli avversari. Inoltre, ci sono freeroll in cui è possibile vincere soldi veri, a differenza di Poker Stars in cui si vince il diritto di giocare altri tornei e senza considerare che in questo caso le partite sono quasi sempre turbo, vale a dire con livelli che durano soltanto 5 minuti!
L’unico problema di Party Poker è la connessione, se non ti colleghi con l’adsl è probabile che cada la linea e che la tua mano venga foldata.
A chi consiglio Party Poker? A quelli che vogliono avere un’esperienza on line simile a quella live (anche se, ovviamente, non sarà mai la stessa cosa), a quelli che credono che il Texas Hold’em sia un gioco di strategia in cui vince colui che commette meno errori, ai giocatori tight e a coloro a cui piace osservare gli avversari e prendere appunti in tranquillità, a quelli che non vogliono investire dei soldi e preferiscono crearsi un bankroll facendo dei tornei gratuiti. Non lo consiglio invece a quelli che pensano che il Texas Hold’em sia un gioco d’azzardo, a quelli che non hanno tempo né voglia di studiare, a quelli che non hanno pazienza e a quelli che preferiscono un’ottima grafica piuttosto che un’ottima partita.
Inoltre c’è anche un sito nuovo (o forse è nuovo per me), chiamato Virgin Poker dove si gioca bene (mio ragazzo ha iniziato a giocare lì ed è molto contento) ma io non l’ho ancora provato.
A onor del vero
Dopo tutto quello che ho detto, e forse un po’ influenzata dalla nostalgia di non dover più giocare sulla poker room che mi ha fatto amare questo fantastico gioco, vorrei dire due cose che mi hanno colpito positivamente di Poker Stars: la prima è la puntualità nei pagamenti. Di solito l’utente viene avvertito che i soldi potrebbero arrivare fra 3 e 10 giorni lavorativi, ma i miei incassi non sono arrivati mai dopo 4 giorni e non c’è nessuna commissione, ne guadagni 20, 20 ti prendi. Inoltre Poker Stars ha un buon servizio al cliente, rispondono alle tue domande in 24 ore in maniera minuziosa e personalizzata. Anche se per me questo non basta.
Addio Poker Stars…snif snif
























