Il linguaggio del corpo applicato alla scrittura
Tutti gli aspiranti scrittori sanno che per rendere una scena credibile all’interno del proprio racconto i dialoghi devono essere a misura di personaggio, ma sanno anche che le persone quando parlano si muovo, non stanno lì pietrificate come mummie. Il linguaggio del corpo accompagna, supporta o smentisce quello verbale e per evitare di inserire in un romanzo delle “teste parlanti”, sarebbe opportuno conoscerlo almeno un po’. Scrivere qualcosa tipo “appena vide quel ragazzo si rese conto che le piaceva”, non significa nulla, io non vedo niente, lì c’è solo una testa che parla, anzi, non c’è nemmeno la testa! Se invece però scriviamo “appena lo vide arrossì” è già un bel inizio (anche se ciò non basta).
In questo post vorrei parlavi del linguaggio del corpo e di come le persone manifestano le proprie emozioni attraverso le mani, lo sguardo, il tono della voce e tanti piccoli atteggiamenti che ognuno di noi compie ogni giorno. Per forza di cose l’articolo non è esaustivo e saranno trattati soltanto i macrogesti più comuni.
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Cosa è il linguaggio del corpo?
Semplicemente un mix di movimenti innati e acquisiti. I primi richiamano la nostra parte irrazionale, gesti antichissimi che hanno a che fare con la sopravvivenza della specie, la maggior parte individuabili in altri primati. I secondi invece, derivano dall’interazione sociale e dall’importanza, il consenso o il dissenso, che la nostra cultura li attribuisce. In questo post però, mi occuperò soltanto dei primi perché possono essere applicati a qualsiasi persona a prescindere dalla cultura a cui faccia riferimento. Sebbene questo non sia un post su argomenti psicologici, devo subito chiarire che ogni singolo gesto va letto considerando il contesto in cui si manifesta. Per esempio una persona che incrocia le braccia sotto la pioggia e il vento, probabilmente lo farà perché ha freddo e no, come vedremo più avanti, perché abbia qualcosa da nascondere o si senta insicura della propria posizione. Inoltre, mi pare ovvio sottolinearlo, certe persone sanno come controllare le proprie emozioni, quindi non fidatevi! (il Nano da Giardino è una di queste).
Servono per scrutare l’ambiente, ma anche per minacciare un avversario. Se fate attenzione, la maggior parte delle persone non vi guarda direttamente negli occhi quando vi parla o se lo fa sarà per brevi intervalli, perché sostenere lo sguardo di una persona per più di cinque secondi è un atto di sfida, è qualcosa di aggressivo. Colui che sostiene o cerca il contatto diretto con gli occhi dell’altro si sente superiore e domina la situazione. Un’altra particolarità di questo organo sono le pupille, che si dilatano al buio e si contraggono con la presenza eccessiva di luce. Ma sarà solo in questi due casi che cambiano forma? No. Inoltre, le pupille si dilatano quando siamo sessualmente eccitati e uno studio ha dimostrato che il maschio, dopo aver visto un film porno aumenta il loro volume fino a tre volte di più.
Non è un caso che nelle campagne pubblicitarie dei cosmetici, e non solo, le pupille delle donne siano ritoccate per apparire più grandi.
La bocca
Qui ci sarebbe troppo da dire, ma vediamo se riesco ad essere sintetica: in primo luogo abbiamo i denti, che sono un’ottima arma di difesa, infatti gli animali quando si sentono minacciati mostrano subito i denti al proprio avversario. Negli esseri umani succede la stessa cosa e ciò si manifesta con il “sorriso tirato”, il tipico sorriso falso per intenderci. Per esempio, quando una persona mente, o vuole fregare il prossimo con la propria falsità, sboccia questo bruttissimo sorriso di circostanza.
Poi abbiamo le labbra, una delle parti più sensuali del corpo di una donna. Ma perché gli uomini impazziscono alla vista delle labbra carnose? La risposta è semplice: le labbra femminili ricordano le labbra genitali, per questo i maschi ne vanno pazzi e la donna inconsciamente lo sa . Quando una donna vede un uomo attraente suole bagnarsi leggermente le labbra con la lingua o toccarsi per richiamare l’attenzione su di esse.
Il naso
Il naso serve per respirare e catturare gli odori dell’ambiente. Quando ci troviamo di fronte ad una situazione pericolosa, o comunque sgradevole, il nostro corpo adotta una serie di strategie che lo preparano a “combattere o fuggire”, in questo modo la persona realizza una rapida valutazione dell’ambiente per decidere in pochi minuti quale comportamento adottare. Una caratteristica delle persone tese è quella delle narici aperte, tramite un respiro profondo diamo più ossigeno al cervello che, acquistando una maggior lucidità, si prepara a prendere la decisione giusta.
Il collo
Nel collo troviamo gli organi vitali, quindi, esporre il collo è un chiaro messaggio di sottomissione (negli esseri umani sessuale). I maschi sono più attratti dalle donne che mostrano subordinazione e che, all’apparenza, hanno bisogno di essere protette e coccolate, perciò una donna che insegna il collo risulterà più attraente. Una donna che si trova in discoteca di fronte a un ragazzo che le piace, inizierà a richiamare l’attenzione sul suo collo spostandosi i capelli, toccandosi o accarezzandosi con una certa frequenza, sebbene questo sia, nella maggior parte dei casi, un comportamento del tutto inconsapevole.
Come il collo, anche questo conserva gli organi vitali e chi ha paura, o ha qualcosa da nascondere, tende a proteggerlo per esempio incrociando le braccia. Al contrario chi invece si sete sicuro di se, chi dice la verità e chi non ha nulla da nascondere, tende a spalancare le braccia e a insegnare il petto “a cuore aperto”.
Le mani
Anche qui ci sarebbe molto di cui parlare, è impossibile riassumere un poche righe i mille significati dei movimenti delle mani. Partiamo però di un gesto comune: portasi le mani (o il dito) in bocca. Bene, questo è un gesto che richiama la nostra infanzia, quando bevevamo il latte dal seno materno e quando usavamo il cuccio per addormentarci, e denota una situazione di disaggio, un disperato bisogno di sicurezza.
Invece, il gesto di coprirsi la bocca (sia con la mano, sia con le dita) equivale a non voler lasciar scappare le parole. Per ultimo (si fa per dire), i palmi delle mani rivolti in su hanno lo stesso significato di mostrare il petto: vale a dire, “non ho niente da nascondere”, questo gesto è molto interessante dal punto di vista antropologico perché richiama l’abitudine dei nostri antenati che per dimostrare che erano disarmati insegnavano le mani.
Le braccia
Servono per caricare oggetti, per combattere e per proteggerci da eventuali pericoli. Ad esempio una persona che si porta le mani sulla testa sta, inconsciamente, proteggendo gli organi vitali. Chi fa questo gesto sicuramente si ritrova davanti a una situazione di pericolo o di rabbia e lo stesso vale per chi si copre gli occhi (non vuole vedere).
Ma gli arti superiori servono anche per farci diventare più grandi. Se alziamo le braccia siamo leggermente più alti, se invece le poggiamo sui fianchi siamo più larghi. Infatti, quest’ultimo è un comportamento molto comune fra i maschi che si sentono sicuri di sé, ma si veda anche due persone che discutono.
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Riassumendo:
- Il linguaggio del corpo supporta o smentisce quello verbale
- Quando una persona parla il suo corpo si muove, altrimenti sarebbe una mummia
- Uno sguardo fisso e intenso è segno di sfida, per il contrario abbassare lo sguardo è segno di timidezza o sottomissione
- Le pupille dilatate indicano eccitazione sessuale
- Un sorriso tirato indica tensione
- Le braccia incrociate indicano distacco, che può essere dovuto alla tensione
- Portarsi le dita un bocca denota insicurezza
- Mostrare il petto e i palmi delle mani equivale a dire “non ho niente da nascondere”
- Mostrare il collo è segno di sottomissione sessuale
Tre esempi per la scrittura
Primo esempio: Lucia (cioè io!) vuole uccidere in Nano da Giardino ma non vuole ammetterlo davanti a sua mamma.
Sbagliato: “Lucia rispose di no, disse di non avere intenzioni di uccidere quel Nano, ma era evidente che mentiva”, perché era evidente? Cosa tradì il pensiero di Lucia?
Un po’ meglio: “Lucia sfoggiò un sorriso tirato, si grattò la testa e il naso, incrociò le braccia e giurò di non essere intenzionata ad uccidere il Nano”, i suoi gesti la tradiscono.
Secondo esempio: Lucia lancia una sfida al Nano da Giardino senza dirglielo direttamente.
Sbagliato: “Lucia lanciò al Nano uno sguardo di sfida”, cioè?
Un po’ meglio: “Lucia fissò il Nano negli occhi e sostenette lo sguardo per circa un minuto. Aprì le narici e respirò profondamente. Poggiò le mani nei fianchi e gli disse: per te è un problema se non pulisco il giardino? ”
Terzo esempio: Lucia si innamora a prima vista dal Nano da Giardino.
Sbagliato: “Appena lo vide si rese conto di aver avuto un colpo di fulmine”, siamo alle solite, non si vede niente.
Un po’ meglio: “Le sue pupille si dilatarono, la sua pelle arrossì e il cuore iniziò a battere più forte. Iniziò a giocare coi capelli lasciando intravedere il tatuaggio che aveva nel collo. Abbassò lo sguardo e dissi con un filo di voce: come ti chiami?”







Tempo fa ho conosciuto una persona, che da adesso in poi chiamerò Pinca, che gentilmente mi ha inviato i primi capitoli del suo romanzo fantasy per sapere la mia opinione, non perché io abbia chissà quale titolo per recensire fantasy, bensì perché voleva sapere il parere di una potenziale lettrice. Il romanzo mi piace, ha una certa dosi di mistero e alcuni personaggi ti catturano dall’inizio, ma c’è un particolare che mi ha fortemente disturbato: l’utilizzo di simboli pagani, come il pentacolo e le rune, in un contesto che non li è proprio e, come se non bastasse, con un significato diverso da quello che li appartiene. Ho subito esposto il problema a Pinca che però mi ha risposto che non è interessata a fare una ricerca storica sui simboli e che non vede niente di male se sono utilizzati con significati diversi in un contesto alquanto improbabile. Quello che Pinca non sa, e che ho tentato di spiegarle ma senza esito positivo, e che la maggior parte dei pagani legge fantasy e l’uso improprio dei simboli a loro sacri potrebbe risultare blasfemo o addirittura comico, tutto ciò toglie credibilità al romanzo. Pinca, vuoi rovinare la tua creatura piuttosto che modificare ciò che non va?

Villaggio dopo villaggio, città dopo città, tutti furono raggiunti dall’odio dei Guerrieri e così le Vecchie Tradizioni, non trovando più spazio in questo Nuovo Ordine, iniziarono lentamente a scomparire. Le Madri furono dimenticate e i suoi seguaci portati sui roghi della vergogna, i draghi invece odiati da tutti. I primi tempi ci dettero la caccia, ma poi, vedendo che ucciderci non era un’impresa facile, decisero di farci morire nell’oblio dimenticandosi di noi. Così, non avendo più nessuno che ci amasse e ci curasse ci ammaliammo nella solitudine dei nostri rifuggi.



